volevo essere maradona

Volevo essere Maradona: emozioni targate Patrizia Panico

Avete mai pianto leggendo un libro? Io no, è la prima volta che mi capita.

Sicuramente penserete a un romanzo romantico di quello magari già trasformati in film strappalacrime.

E invece no. Ho pianto leggendo alcune pagine di Volevo essere Maradona, un libro di calcio che racconta la storia di Patrizia Panico, una tra le più grandi calciatrici che l’Italia ha avuto.

Eh già, qualche lacrima è scesa davanti a un libro di calcio. Com’è possibile? Se l’autrice è brava (anzi di più) a raccontarti un momento particolare, a farti rivivere un’azione di gioco, un gol, un confronto nello spogliatoio, la lacrima scappa eccome!

E Valeria Ancione mi ha regalato tutto questo nel descrivere quei momenti, nel farmi capire ed emozionare parlando della vita di questa atleta che è nata col “pallone nella testa”, con la Lazio nel cuore e tanta, tanta voglia di giocare.

Come non emozionarsi leggendo queste parole:

Mi abbasso, accarezzo il pallone, mi rimetto dritta, le mani lungo i fianchi, con gli occhi prendo la distanza, guardo la posizione delle compagne, valuto la potenza da mettere nel piede.

Una descrizione così minuziosa e precisa che nella testa ha solo un’immagine: la preparazione di calcio di punizione.

Oppure:

Così cammino fiera, con il mio pallone sottobraccio, che porto sempre anche a scuola come uno scudo, un segno distintivo, un marchio di appartenenza, non so bene a cosa, ma sento di appartenere a un mondo, perché dovunque volti la testa trovo qualcuno che tira calcio, che porta la palla sottobraccio, che sogna di diventare calciatore, che in definitiva è come me.”

E’ bellissimo leggere parole del genere e per capire quanto una passione possa essere talmente forte da farti sentire Maradona e diventare un’icona del calcio femminile.

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