“Il coraggio di chi trema” è un titolo che già da sé ispira tanto e invoglia la lettura, se poi la protagonista è Valentina Giacinti tutto diventa più interessante.
Calciatrice del Como, con una carriera alle spalle già un livello eccelso e con il suo libro edito Mondadori, si racconta, si fa conoscere, si mette a nudo.
È sempre così son i libri: l’autore racconta qualcosa di sé e del suo mondo a volte attraverso altri personaggi (vedi romanzi), altre volte in modo diretto senza intermediari e/o giri di parole proprio come è “Il coraggio di chi trema”.
Sul campo su Giacinti non c’è da dire tanto: una grande bomber che nel 2023 è entrata nella Hall of Fame del calcio italiano…e già questo è sufficiente; la bellezza di questo libro è scoprire Valentina prima bambina, poi ragazza e oggi donna la quale ha vissuto un percorso di vita incredibile passando da momenti critici ad apici di gioia eccelsa sempre con un pallone tra i piedi e in testa.
Sì perché il suo unico obiettivo è stato sempre quello di giocare a calcio anche con i piedi rotti, di segnare sempre e ovunque di superare le crisi con sé quando la cosa più semplice sarebbe stata cedere e lasciarsi andare.
Ma nel suo tremore Valentina Giacinti ha avuto il coraggio di vivere la “mia vita in contropiede” come dice il sottotitolo senza cedere troppo alle paure decidendo di farsi aiutare.
Un racconto, la sua vita, nel racconto del calcio femminile e dei suoi passi per arrivare al professionismo grazie a quel mondiale francese del 2019 con il quale “avevamo conquistato il diritto di essere riconoscibili”.
A proposito di quel Mondiale, svolta decisiva per il calcio femminile, Valentina racconta una decisione che può essere vista come clamorosa della quale poi si è pentita ma, in quel momento, decise di assecondare il suo stato d’animo:
Non ho risposto all’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quindi non sono andata al Quirinale, a Roma. Ero sfinita, non avevo capito l’enormità del suo gesto, più che altro non ero pronta per tutte quelle attenzioni. Non possedevo i giusti elementi per una valutazione seria, serena e approfondita della situazione. È stato un errore da parte mia e per questo non posso che chiedere scusa. Tornassi indietro mi comporterei diversamente.
Particolari, dettagli di un libro che fa riflettere e che, in alcuni capitoli andrebbe letto nelle scuole; un esempio su tutti quello dal titolo: “Allontanarsi dai social”.
