Un anno di sport

Un anno di sport: 5 eventi visti dal coach Max Cilli

Lo sport rappresenta uno dei miglior scenari per poter comprendere appieno come funziona la disciplina del Coaching. Tanto è vero che, proprio da avvenimenti sportivi, Tim Gallway, ha compreso ed estratto questa metodologia utile a raggiungere obiettivi e superare ostacoli indipendentemente da possibili interferenze esterne o interne. Insomma una sorta di acceleratore di performance utile in tutti i contesti della vita.

Iniziamo così questo nuovo post nel quale abbiamo chiesto al nostro coach Massimiliano Cilli, di raccontarci i 5 eventi sportivi che lo hanno particolarmente interessato in questo 2018 “per capire come il Coaching sia utile se non indispensabile per vivere una vita piena di soddisfazioni.”

  1. Mondiali Pallavolo femminile

Il 20 Ottobre si è giocata la finale dei mondiali di pallavolo femminile in Giappone e le nostre Azzurre sono state protagoniste indiscusse del campionato perdendo al tie break per 15-13.

Sono certo che, la medaglia d’argento in un primo momento avrà avuto un sapore amaro, perché non nascondiamolo, perdere per un soffio cuoce molto più che perdere restando asfaltati dagli avversari, ma in un secondo momento, appena scesa l’adrenalina della competizione, quell’amaro sarà diventato dolcissimo.

Le nostre Azzurre non partivano favorite perché sono giovani (media anni 23) e quindi inesperte ad affrontare il carico di una gara così importante.

Quindi è  accaduta una “magia” per essere arrivate fino alla finale? No, nessuna magia. Ora mi spiego…

Non potendo contare su alcune componenti tipiche del settore: alto livello tecnico, esperienza consolidata, potenza, disciplina e rigore tipiche dell’ambiente, proprio a causa della loro giovane età come atlete e come squadra, hanno scelto grazie al loro allenatore Davide Mazzanti, di evitare di andare ad allenare quelle loro “mancanze”, enfatizzando quello che hanno già nel loro cassetto proprio perché giovani:

  • Spavalde. Hanno coraggio da vendere
  • Sfrontate. Di fronte agli errori non si fanno sopraffare, reagendo con ancor più precisione e prontezza
  • Allegre. Sono sempre sorridenti. Si vede che fanno quello che gli piace fare
  • Unite. Saranno giovani, ma si supportano a vicenda come se fossero insieme da sempre

Hanno saputo quindi trasformare un limite in una risorsa evitando di combattere su un terreno a loro sconosciuto.

Per correttezza va comunque detto che le nostre Azzurre sono giovani si, inesperte per quel tipo di incontro anche, ma forti come sportive. Infatti abbiamo avuto il più alto numero di premi come singole atlete: Ofelia Malinov miglior  palleggiatrice, Miriam Sylla miglior schiacciatrice, Monica De Gennaro miglior libero e Paola Egonu miglior opposto.

  1. Mondiali di calcio

La brutta aria già si respirava fin da subito, ma la mannaia si è abbattuta inesorabilmente con lo 0-0 fatto con la Svezia che ci ha definitivamente eliminati dal mondiale Russo.

Boccone amaro per milioni di tifosi che già erano pronti sul divano a gridare per i successi ottenuti ed a imprecare contro i torti subiti negli inevitabili scontri.

D’altronde erano quasi 60 anni che l’Italia presenziava al mondiale, e sempre da protagonista. Accadde nel 1958 che fu eliminata, ma da allora ad oggi tante cose sono cambiate, e di certo, oggi il calcio è lo sport più seguito in Italia.

Cosa ha imparato il tifoso e cosa la Nazionale Italiana?

Io  una cosa l’ho imparato nella vita grazie alla mia professione: A volte quello che sembra essere un male, nasconde un bene ancor più grande. Sta a noi saper leggere la lezione e trarne un profitto. Quando alcuni anni fa ho accettato un grosso incarico a Singapore, ho avuto modo di lavorare e studiare per 2 anni con i migliori Coach al mondo, ed una frase che li accomunava, era questa: Blessing in disguise, che si può accostare al nostro “non tutti i mali vengono per nuocere”.

Non volendo entrare in discorsi tecnici, ed evitando di filosofeggiare sui perché la Nazionale sia stata eliminata (i perché non servono a nulla), vorrei provare a leggere la possibile lezione che tifosi e squadra hanno appreso.

Immagino che chi segue il calcio, comunque abbia visto le partite magari tifando una squadra “simpatica”, ma non avendo la propria squadra in gara, si sia potuto gustare le partite guardando uno spettacolo di primo livello, pieno di meravigliosi gesti tecnici operati dai migliori giocatori al mondo.

Probabilmente, sotto pressione per la propria Nazionale, si finisce col non poter apprezzare appieno il gioco, pensando al risultato a tutti i costi e perdendo di vista l’obiettivo, ovvero il divertirsi ed assistere ad uno spettacolo, perché, non dimentichiamolo, il calcio alla fine è solo un gioco.

Se affrontiamo con il giusto spirito le cose, ne apprezziamo maggiormente il valore e lo gustiamo al 100%.

La squadra può e deve leggere questo accadimento da più punti di vista per poter veramente farne tesoro e momento di crescita.

Io posso solo limitarmi a dire che, al di la della preparazione tecnica, in Italia siamo ancora molto lontani dalla preparazione mentale, e credo che questo aspetto, di fondamentale importanza ovviamente, sia ancora trascurato nel nostro bel paese. Ci comportiamo come se Mente, Corpo ed Emozioni siano distinte e separate, non cogliendo il fatto che se una manca, le altre componenti del nostro essere faticano.

Probabilmente guarderei in quella direzione fossi al posto dei preparatori atletici piuttosto che dei manager o dei giocatori.

  1. Moto 3

L’ultima gara della Moto3 sul circuito di Valencia, ha fatto la storia perché è stata vinta da una wild card alla sua prima gara mondiale. Can Öncü, pilota Turco e campione della Red Bull Rookies Cup vince una gara Mondiale al suo debutto nella categoria all’età di 15 anni e 115 giorni.

Questo dato eccezionale è ancor più esemplare perché conseguito sotto la pioggia, gareggiando con piloti di livello che battagliavano nell’ultima gara della stagione, per accaparrarsi punti mondiali.

Come è possibile?

Can Öncü, in questa gara è un perfetto esempio per comprendere quanto l’atteggiamento mentale faccia la differenza.

Lui non doveva dimostrare nulla, non doveva difendere posizioni ne ambire a traguardi, e proprio non portando carichi addosso, ha corso divertendosi, facendo quello che di meglio sapeva fare, e gli è riuscito nel migliore dei modi.

Ha avuto il giusto atteggiamento mentale portando in gara solo lui e la moto. Nulla interferiva nella sua mente. Questo ci fa capire quanto sia importante vivere nel presente, distaccandosi dai furti di lucidità che la nostra mente ci propina facendoci vivere nel passato problematico.

Il passato non può essere cambiato, il futuro lo costruiamo con le scelte operate nel presente.

In realtà un esempio simile lo possiamo riscontrare anche in MOTOGP quando Jorge Lorenzo è stato scaricato dalla Ducati durante la stagione in corso perché aveva dato scarsi risultati, e lui dalla gara successiva ha iniziato a vincere. Non certo per ripicca, ci mancherebbe, ma solo perché era andato in uno stato mentale favorevole. Nessuno si aspettava più nulla da lui.Un anno di sport

  1. Calcio Serie B tedesca

Mark Flekken, il portiere del Duisburg, in una partita contro l’Ingolstadt del Febbraio scorso, ha avuto la brillante idea di bere dalla sua borraccia poggiata a terra all’interno della porta, nel corso del 18° minuto del primo tempo.

Cosa è accaduto?

Contropiede avversario e goal subìto mentre stava ancora bevendo. La scena è sicuramente comica e fa anche sorridere, ma da un professionista non ci si aspetta una cosa simile.

Mantenere l’attenzione, o ancor meglio la concentrazione (massima attenzione), è un’abilità che può e deve essere allenata. Non esistono persone distratte o attente, esistono persone focalizzate perché hanno preparato un evento e persone che si affidano al “vediamo come va”.

La mente, esattamente come il corpo va allenata a compiere al meglio le proprie funzioni. Quando dobbiamo fare qualcosa che merita una elevata responsabilità, dobbiamo programmare anche gli imprevisti e non sottovalutare le cose ovvie.

  1. Formula 1

Anche quest’anno la nostra “Rossa” si è dovuta inchinare alle frecce d’argento tedesche.

Ma non voglio parlare delle auto, voglio parlare dei 2 Top protagonisti: Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Ambedue campioni con le migliori monoposto al mondo.

Stavolta esprimerò anche dei giudizi, d’altronde lo vivo anche da appassionato. Hamilton ha la struttura del campione a 360 gradi, mentre a Vettel gli manca qualche “grado”.

Hamilton quando vince si esalta, quando perde trae un insegnamento. Vettel al suo opposto, quando perde si abbatte, se parte svantaggiato, piuttosto che ruggire come un leone alla Hamilton che è capace di arrivare sul podio anche partendo dai box, si limita a fare il suo “compitino”.

Questo lo si è potuto vedere varie volte nella stagione: Hamilton è sempre stato presente portando a casa i miglior risultato possibile, mentre Vettel è stato capace anche di vanificare delle vittorie scontate (vedi Germania).

La forza mentale di Hamilton ha fatto la differenza nella la vittoria del campionato, e con questo concludo volendovi proprio far riflettere sul fatto che la nostra mente può fare la differenza tra il riuscire o il non riuscire nella nostra vita.

 

 

 

 

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