Sara Gama

Tutte per una ,una per tutte con Sara Gama

[…]Credo che per noi donne questi 120 anni di calcio siano stati vissuti in maniera diversa. Il calcio è nato molto tempo fa e anche quello praticato dalle donne ha mosso i suoi primi passi non molto tempo dopo quello degli uomini, ma il percorso delle due realtà di questo sport è stato molto diverso e la nostra disciplina ha faticato a decollare e a vedersi riconosciuta una sua dignità. Per questo ci piace pensare anche che il nostro calcio sia piuttosto giovane e tutto sommato dare 120 anni a delle donne penso che non sia proprio il massimo! Mi permetterete di dirvi quello che pensiamo veramente riguardo la nostra età e il nostro tempo. Io e le mie compagne abbiamo la fortuna qui oggi di poter festeggiare noi stesse, i nostri sogni e chi ci ha aiutato sin qui a realizzarli […] In questi ultimi anni il calcio femminile sta finalmente vivendo un momento di grande crescita nel nostro Paese.

Parole importanti pronunciate da Sara Gama, capitano della Juventus femminile e della Nazionale Italiana Femminile di calcio, nel giorno delle celebrazioni dei 120 anni della Figc.

Sì, il movimento è giovane.

Sì, le donne hanno dato un contributo a questo sport da sempre.

Sì, è arrivata l’ora della trasformazione.

Il mondo del calcio femminile sta cambiando, sta ottenendo i meritati riconoscimenti e visibilità, prova ne è la partecipazione ai Mondiali di Francia 2019.

Tutte per uno, una per tutte con Sara Gama: questo è lo slogan che sintetizza il concetto delle calciatrici a cui abbiamo chiesto un intervento in merito alle parole del Capitano.

Giulia Di Camillo

“La lettera di Sara Gama è stata apprezzata a livello globale perché autentica e vera. Lei rappresenta alla perfezione la voce del calcio femminile e di tutte le ragazze che hanno fatto e continuano a fare enormi sacrifici. Questo credo sia l’anno zero per il nostro movimento in quanto si iniziano a riconoscere le potenzialità di uno sport che può ancora crescere e dare tanto al nostro paese e nel mondo. Sono contentissima che parteciperemo ai Mondiali 2019; credo che dopo 20 anni sia la giusta ricompensa per tutti gli sforzi che, non solo le azzurre, ma l’intero movimento abbia fatto fin qui. Mi auguro si vada sempre meglio e che nel calcio femminile ci siano sempre più Sara Gama perchè è una ragazza coerente che da anni si batte per il movimento e sia quindi la portavoce ideale per trasmettere i valori del calcio femminile agli altri i quali, finalmente, iniziano a considerarci e a capire che il nostro calcio può regalare emozioni come quello maschile.”

Antonella Giammanco

“Realistica la lettera di Sara Gama, composta da sagge parole, solo chi ha vissuto nel calcio femminile sa cosa significa dedicare la propria vita per passione affrontando sacrifici. Ancora in Italia siamo anni luce indietro rispetto ad alcuni paesi all’avanguardia, anche se negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo. Quello che ha detto e letto Sara Gama è il copia e incolla di tutte noi ex giocatrici, molte donne come me, adesso stanno continuando sulla strada della nostra passione diventando allenatrici. Quello che fa la differenza in quanto donne è la passione pura verso questo sport.”

Federica D’Astolfo

“Una lettera Autentica ed Emozionante. Non perdere la nostra storia è fondamentale per non perdere la nostra identità, con uno sguardo verso un roseo futuro per le nuove generazioni. Sara ha espresso parole e concetti che tutte avremmo voluto esprimere. Una voce commossa e rappresentativa di un intero movimento, nel momento più importante e significativo, tra passato, presente e futuro. Sono orgogliosa di averla vissuta e sofferta e solo chi ha fatto altrettanto è in grado di poterla comprendere fino in fondo. Il mondo del calcio maschile professionistico, che tanto sta dando in termini di opportunità, dovrebbe imparare e attingere dalla nostra storia, per rimettere al centro lo Spirito del Gioco nella sua essenza più pura. L’ augurio per il calcio femminile è invece quello di preservare l’Anima dello sport che amiamo, senza scimmiottare gli aspetti più degenerativi del calcio maschile.”

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