sport e disabilità

Sport e disabilità: un confronto

Al Museo delle Genti D’Abruzzo, di fronte ad una sala gremita di operatori e semplici cittadini, si è tenuta a Pescara l’evento promosso dalla Fondazione COME Collaboration Onlus, Aiuto alla disabilità e sport.

Hanno partecipato, intervistati dal giornalista de “Il Centro” Rossano Orlando: Sabrina Schillaci, Andrea Silvestrone, e Alessandro Pompei.

Doveva intervenire anche Nicoletta Verì, assessore alla sanità della Regione Abruzzo, che, impedita da improvvisi impegni istituzionali, ha inviato un messaggio:

“Il tema della disabilità e dell’inclusione è da sempre uno degli argomenti che sento più vicini e che sia nel corso della mia attività politico-istituzionale, sia in quella professionale, ho seguito con particolare attenzione.

L’Abruzzo viene spesso indicata come una regione piccola, con pochi abitanti distribuiti in modo non omogeneo sul territorio, non sempre all’altezza dei servizi che i cittadini – soprattutto quelli che si trovano a vivere in situazioni di fragilità – si aspettano. E invece mi sento di dire che, nonostante le difficoltà e le criticità che indubbiamente ci sono ancora oggi, siamo tra quelle realtà che si sono impegnate con forza per dare risposte il più possibile adeguate alle istanze che ci arrivavano da utenti e operatori.
Vorrei ricordare la legge sulla Vita Indipendente, sul Care Giving, le norme per sostenere le associazioni che si occupano di sport e disabilità e tante altre misure messe in campo dalla Regione.

E’ vero che spesso i bandi e le erogazioni arrivano con ritardo, ma l’obiettivo di questo governo regionale è allineare le scadenze, rendendole il più possibile certe, così da dare a chiunque la legittima possibilità di programmare le attività”.

Ha introdotto i lavori il presidente della Fondazione COME, dottor Francesco Cerritelli, il quale ha raccontato la storia della Fondazione che, partita come ente di ricerca in campo prevalentemente osteopatico, ha oggi gruppi di ricercatori in 12 paesi nel mondo, che lavorano su progetti multidisciplinari.

Uno dei progetti più importanti, su cui la Fondazione è particolarmente impegnata, è il progetto Raise per le cure osteopatiche su neonati prematuri, finanziato anche attraverso l’impresa sportiva “Race Across Limits” di Sabrina Schillaci.

Rossano Orlando ha poi chiesto a ciascuno dei relatori di raccontare la propria storia e la propria sfida.

Sabrina Schillaci ha parlato di come la sua vita sia cambiata, una prima volta quando si è trovata a passare in pochi attimi da essere una brillante e felice professionista alla condizione di assistente a tempo pieno del marito diventato disabile grave, per un tuffo sbagliato. Una seconda volta quando è passata da una vita spenta da sensi di colpa e frustrazione ad una nuova, fatta di sport, di sfide e soprattutto di nuove motivazioni per la sua coppia.

Race Across Limits dimostra come si possano superare limiti nella vita come nello sport facendo anche del bene a sé stessi e agli altri.

Andrea Silvestrone ha parlato della sua sfida: partecipare e, perché no, vincere le paralimpiadi di tennis che si terranno a Tokio nel 2020.
Ha raccontato di come la malattia si sia accanita contro di lui per ben due volte con straordinario accanimento ma lui sia ancora in vantaggio, giocando e vincendo tornei in tutta Europa e in tutto il mondo, insieme ad una bella famiglia che lo ha sostenuto e incoraggiato. Andrea è convinto che ognuno ha il suo talento e che il talento non conosce disabilità o ostacoli purché si sia determinati nel valorizzarlo.

Come per Sabrina ora la sua missione è quella di raccontare il suo percorso per stimolare altri a non rassegnarsi alla disabilità come condizione di semplice e pura inferiorità, quando non addirittura di isolamento, ma al contrario dove dimostrare e tirare fuori il meglio di sé e delle proprie energie.

Ha concluso Alessandro Pompei che ha raccontato la sua esperienza di amministratore nel Comune di Montesilvano e della sua amicizia con Andrea. Ha parlato di come ascoltare la storia di Andrea e di molti altri come lui, l’abbia fatto crescere come uomo e come amministratore, dandogli nuovi stimoli ed idee per aiutare, come soggetto pubblico, coloro che come Andrea vivono una condizione di difficoltà. E’ convinto che il pubblico possa fare molto anche se le risorse sono limitate perché i problemi molto spesso non sono solo di ordine materiale ma di ascolto e condivisione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.