Spoltore TikiTaka Academy

Spoltore TikiTaka Academy, ce lo racconta Eddy Farias

Credere nei più giovani, nel loro futuro uomini prima e calciatori poi; non pensare solo alla gambe ma anche alla testa: pensare, credere in se stessi per diventare dei top player: è questo che lo Spoltore TikiTaka Academy cerca di fare da circa un anno.

Ci siamo fatti raccontare tutto da chi questo progetto lo pensato e realizzato da oltre due anni: l’ex calciatore Eddy Farias.

Spoltore TikiTaka Academy, come nasce il progetto?

“Diciamo che è un progetto che, come struttura e modalità di lavoro, ho creato io e porto avanti da due anni e mezzo; per fortuna la struttura si è ampliata e ho dovuto inserire nuove figure sportive che hanno creduto nel progetto. Circa un anno fa poi sono stato contattato dal Direttore generale, grande amico, Gianluca Fusco il quale mi ha chiesto di portare il mio metodo di lavoro all’interno di una Scuola calcio. Abbiamo dunque iniziato a Spoltore lo scorso anno, stiamo andando bene. Lavoriamo a numero chiuso, siamo 6 istruttori cha lavorano con gruppi composti al massimo da 20 ragazzi del settore Esordienti”.

Quale la mission della Scuola calcio?

“Accrescere l’autostima dei ragazzi che arrivano. Autostima ovviamente intesa a 360 gradi: crediamo infatti nell’importanza dei rapporti umani e del confronto continuo e costante tra bambino e istruttore; un rapporto che, col tempo, aiuta il giovane ad aprirsi. Quindi non solo un miglioramento tecnico ma una conoscenza di se stessi per vivere al meglio nel mondo sterno”.

In un momento di profonda difficoltà del calcio italiano, quanto può essere importante riscoprire e credere nei vivai?

“Per me è stato sempre un aspetto fondamentale, come dice anche il Ct Roberto Mancini puntare sui giovani diventa una priorità. Questo però significa anche saper aspettare che il ragazzo cresca, saper unire capacità tecniche con elementi caratteriale e, purtroppo, di questi tempi pare che di tempo non ce ne sia… Si cerca sempre il risultato e la ‘perfezione’, invece sono convinto che un lavoro come il nostro permetta al ragazzo di crescere anno dopo anno senza forzature”.

Scovare un talento… è così difficile rispetto al passato?

“Diciamo che è cambiato qualcosa: si punta, forse troppo, sulla fisicità piuttosto che sulla tecnica. I talenti però ci sono e tanti ma vanno coltivati, va dato loro cioè il tempo di ‘esplodere’; certo il calcio è cambiato e la qualità va necessariamente abbinata alla fisicità e questo richiede, ovviamente, più tempo e pazienza”.

Essere calciatore prima e poi allenatore poi: come cambia la “testa” di un atleta?

“Il cambiamento è radicale, non ci sono dubbi. Faccio una metafora: passare da giocatore ad allenatore, è come passare da single a papà: una vera e propria trasformazione. Nel mio caso personale, ho smesso di giocare a 37 anni ma non ho mai pensato di fare l’allenatore e occuparmi di questioni tecnico-tattiche; non credo inoltre nella figura dell’allenatore-giocatore, per me va fatta una cosa per bene, due sono impossibili. Ti dico poi che fare il giocatore è una soddisfazione personale, individuale; nel momento in cui alleni una squadra invece le soddisfazioni si moltiplicano con gli impegni ed è una sensazione bellissima”.

Tornando al TikiTaka Academy, avete anche bambine nella Scuola calcio?

“Ancora no perché non ne abbiamo avuto possibilità. Nel perfezionamento che faccio io da qualche anno, ci sono delle ragazze come Noemi, Giulia, Alessia impegnate nei campionati di B e di C. Nel calcio e nello sport non devono esserci differenze di genere ed è importante la crescita dello sport e del calcio femminile in quanto va oltre ogni forma di discriminazione”.

Per chiudere, ci parli della tua carriera da calciatore?

“Sono cresciuto nella Renato Curi Pescara fino a 15 anni con Cetteo Di Mascio, poi sono stato per tre anni ad Avellino facendo anche la Serie C; ho fatto un campionato Primavera, vinto un trofeo Beretti. Poi ho trascorso due anni nella Cavese, Nardò, Castel Di Sangro, Rosetana in seguito un anno di B ad Ancona. Dopo un anno ad Avezzano in Serie D, ho deciso di tornare a casa e fare l’Eccellenza tra Loreto, Montesilvano, Atessa”.

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