Riccardo Cucchi

Riccardo Cucchi, la voce della radio

Ci sono voci che segnano la storia di un argomento, di un tema e Riccardo Cucchi e uno dei Cantori che non poteva mancare nel mondo del calcio raccontato in radio e tv.

Partiamo dai giorni d’oggi e cioè al saluto che Cucchi ha voluto fare a un grande collega scomparso qualche giorno fa: Bruno Pizzul.

Di lui dice come riporta lastampa.it:

“Quando lo ascoltavo prendevo appunti anche se non gliel’ho mai detto. Aveva qualità che oggi mancano, non era il protagonista ma si poneva al servizio degli ascoltatori senza scriversi prima le frasi da leggere.”

Una storia, quella di Riccardo Cucchi con lo sport che inizia nel 1979 quando viene assunto alla Rai dopo aver vinto un concorso per radiotelecronisti. Sede di lavoro Molise seguendo il Campobasso per Tutto il calcio minuto per minuto trasmissione dalla quale, i boomers sanno benissimo, sono uscite le voci più iconiche e indimenticabili del racconto del pallone nostrano.

Tutto calcio di cui Cucchi diventa prima voce per 23 anni raccontando 19 scudetti.

Solo calcio? No, inviato a otto Olimpiadi e sei Mondiali di calcio, tra cui quello di Germania 2006. In questa circostanza inoltra, la sua radiocronaca della finale vinta è diventata celebre dopo la sua diffusione su Internet.

Un amore eterno che continua ancora ma che ha salutato la RAI nel 2014 con la sua ultima radiocronaca della Nazionale e nel 2017 con l’ultima partita di Serie A commentata.

Riccardo Cucchi, tutti lo sanno, è dichiarato tifoso della Lazio senza però lasciarsi coinvolgere dal tifoso ma restando il professionista che è. Dei biancocelesti, ha altresì commentato lo scudetto della stagione 199/2000.

E’ autore di diversi libri tra cui Radiogol (Il Saggiatore):

“Un libro che ci mostra come, a televisione spenta, la radio sappia trasformare lo sport in parola, ritmo, narrazione: perché la radio è il mondo, come lo immaginiamo noi. Radiogol è un memoir in cui scorrono trentacinque anni di calcio perduto e ritrovato e un autentico atto d’amore per la radio e i suoi protagonisti, da Enrico Ameri a Sandro Ciotti.”

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