Il viaggio alla scoperta dei “Cantori del Pallone” prosegue e questa volta tocca a un noto volto della tv: Maurizio Compagnoni.
Nato a San Benedetto del Tronto, laureato in Giurisprudenza, arriva presto a contatto con il mondo dello sport e della televisione essendo stato direttore dei servizi giornalistici dell’emittente televisiva locale marchigiana TVS Onda dal 1988 al 1992.
In quello stesso anno l’imprinting con il calcio e quella che fu la prima emittente a pagamento: TELE+; lì infatti commenta le prima partite e diventa giornalista professionista.
Agli inizi degli anni 2000 la vera svolta professionale che lo porta a farsi conoscere nel mondo dei commentatori sportivi: era a Sky Sport e si alterna con Fabio Caressa nel commento degli anticipi e posticipi di Serie A.
Abbiamo imparato, nel corso del viaggio tra i Cantori, come molti sono entrati nella vita quotidiana con le loro frasi iconiche e anche Maurizio Compagnoni non è da meno; come ricorda il sito Catenaccio e Contropiede, la sua è: “Il recupero è pleonastico”.
La sua voce è associata anche alla Nazionale italiana e ai Giochi Olimpici ad Atlanta 1996, Sydney 2000 e a Londra 2012 come telecronista.
Una carriera di prestigio e riconosciuta dal pubblico che ha meritato due importanti riconoscimenti nazionali: il Premio Paolo Rosi 2004 (conferito dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera) e l’oscar come miglior telecronista italiano nel 2012.
In un’intervista per Io Gioco Pulito, alla domanda sui giovani e il mondo delle telecronache sportive, afferma:
“È un mestiere che richiede tanta pratica. Un altro aspetto fondamentale è quello di trovare delle collaborazioni fin da subito. Migliorare sempre e non cullarsi mai, non accontentarsi mai e non scopiazzare bensì concentrarsi maggiormente sul ritmo e su una propria identità.”
