Marco Civoli

Marco Civoli e quel cielo sopra Berlino

I Cantori e Vladimiro Di Stefano proseguono questo racconto nelle voci e volti del pallone con Marco Civoli, milanese che esordisce presso l’emittente locale lombarda dei padri paolini Telenova per entrare in Rai nel 1988.

La sua voce resta indimenticabile per tanti che, per la prima volta hanno vissuto l’emozione adrenalinica di vedere la Nazionale vincere un Mondiale: “Il cielo è azzurro sopra Berlino” è la celebra frase che Civoli pronuncia in quella notte tedesca del 2006 quando gli Azzurri di Marcello Lippi alzano la Coppa del Mondo.

A proposito di Nazionale, alla scomparsa del grande Bruno Pizzul, su Fanpage Marco Civoli lo ricorda così:

“Tra i tanti consigli qual è stato quello che ha tenuto più a mente?

Erano più battute, che consigli. Non fare troppi danni, cerca di essere sempre sul pezzo. Descrivi l’evento. Poi ognuno aveva e ha uno stile personale che è differente. Lui era una figura inarrivabile e inimitabile. Poteva dare consigli, ma ognuno di noi nuotava con le proprie braccia e proprie gambe. La cosa più importante era di evitare di fare troppi danni, era una battuta semplice, ma significativa, che stava a testimoniare non occorreva buttare troppa carne al fuoco, ma cogliere gli aspetti essenziali.”

Della Nazionale italiana di calcio ne era il telecronista dal 2004 (lo sarà fino al 2010) affiancato da Sandro Mazzola. Dal 13 settembre 2006, in occasione del ritorno in Rai della massima competizione calcistica europea per club, conduce Un mercoledì da Campioni, il programma di Rai 1.

Affianca anche Paola Ferrari nella conduzione de La domenica Sportiva e dal dicembre 2014 al 2016 è vicedirettore di Rai Sport.

“Lascio spazio ai giovani, sono stati 34 anni spesso senza fiato, nei quali ho avuto la fortuna e la possibilità di conoscere tantissimi campioni. Scendo da questa astronave e inizio un nuovo viaggio, che spero sia altrettanto bello.”

È la frase con cui, nel 2022, lascia microfono e cartelline per godersi la meritata pensione. Grazie di tutto Marco Civoli, quella notte d’estate di quasi vent’anni fa nessuno la dimentica.

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