I Cantori del Pallone prosegue la sua rassegna tra le voci del calcio italiano con Luigi Colombo in provincia di Monza e della Brianza.
Un personaggio che in tanti (ri)conosceranno per essere stato il telecronista di tutte le finali di Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe disputate dal 1981 al 1991; un decennio importante nel raccontare le gesta del calcio nazionale anche quando era meglio non esserci.
C’era Colombo infatti insieme a Bruno Pizzul a commentare quella maledetta finale del 1985 tra Juventus e Liverpool disputata allo Stadio Heysel e sappiamo tutti com’è andata.
La storia di Luigi Colombo nel mondo dello sport inizia a Telemilano 58, antenata dell’attuale Canale 5, dove partecipa insieme a Gianni Rivera e Bruno Longhi, alla trasmissione sportiva Milan-Inter Club condotta da Mike Bongiorno.
Nel 1981 il passaggio a Telemontecarlo dove per 15 anni è responsabile dello sport e telecronista dei principali eventi calcistici trasmessi dall’emittente.
Il 1981 per lui è l’anno che lo fa entrare di diritto nella storia del giornalismo sportivo grazie alle telecronache a due voci.
Lui e Josè Altafini commentarono la finale di Coppa di lega inglese Liverpool-West Ham United il 14 marzo 1981.
Un’escalation progressiva che lo ha portato ad avere un palmarès da commentatore di tutto rispetto: oltre 550 partite internazionali, tre Olimpiadi (1984, 1988, 1992) e tre edizioni del Campionato Europeo di calcio (1984, 1988, 1992).
Nel suo curriculum infine anche un libro dal titolo “Passo doppio. Ricordi di vita, di calcio e di tivù” all’interno del quale:
“l’autore ripercorre, con spirito e autoironia, un pezzo di storia della televisione, storia di cui è parte e che ha contribuito a cambiare. Dalle prime telecronache sportive degli anni Ottanta, quando il monopolio RAI stava per terminare, alle esperienze di Telemilano, TVM66 e Telemontecarlo, dall’ideazione di trasmissioni di culto come Mondocalcio, Milaninter Club e Galagoal, all’introduzione della telecronaca a due voci, che ha fatto scuola ed è divenuta la regola di ogni reportage sportivo.”
