stadio Adriatico in miniatura

Lo stadio Adriatico in miniatura di Fabrizio Costantini

Cultura, storia, architettura, tradizioni e ingegneria: tutto in un’unica struttura.

Non è possibile? Certo che, sì! Per lo meno in Abruzzo, a Francavilla al Mare in particolare, dentro in MuMi nel dettaglio, dove dal 28 agosto scorso c’è il parco-museale permanente L’Abruzzo in Miniatura.

Raccontare cosa c’è lì dentro è facile ma vi invito a visitarlo per capire davvero cosa rappresenta. Per me, lavorare con chi e dove si respira Abruzzo, è qualcosa di speciale perché mi sento a casa.

Poi se dentro L’Abruzzo in Miniatura ci trovo anche un po’ di sport… non posso non parlarne qui e con chi ha realizzato l’opera.

Eccomi dunque a fare due chiacchiere telefoniche con Fabrizio Costantini, appassionato di presepi che realizza con il polistirene, il quale si è cimentato nel realizzare in miniatura lo Stadio Adriatico di Pescara.

Fabrizio, perché riprodurre in miniatura lo Stadio Adriatico di Pescara?

“Tutto nasce con l’ultima promozione in Serie A del Pescara nel 2015/16. Con i miei amici dello stadio si è pensato di riprodurre lo stadio per omaggiare la città e la squadra; all’inizio non ci credo tanto sinceramente… poi, andando avanti con i lavori, ho visto che i risultati arrivavano e ho deciso di portarlo a termine”.

Quanto tempo ha impiegato per completare l’opera?

“Considerando che lavoro, molto spesso non riuscivo a dedicargli del tempo ecco perché alla fine sono riuscito a concludere tutto in poco più di due anni”.

Che materiali hai usato?

“E’ tutto in polistirene, dipinto e lavorato completamente a mano”.

E’ la tua prima opera “sportiva”? Ce ne saranno altre?

“Sì, è la prima volta. Sono stato agevolato in quanto, vivendo a Pescara, ho potuto fare sopralluoghi, foto e video. E’ difficile fare altre opere del genere ma… qualcosa di nuovo potrebbe esserci”.

Hai donato lo stadio all’Abruzzo in Miniatura, il parco-museale permanente presente al MuMi di Francavilla, cosa può rappresentare questo struttura per la regione?

“Ne avevo sentito parlare e aspettavo l’apertura per visitarlo; avevo già visto alcune opere e ho visto la meraviglia di quei lavori. Poi ho conosciuto il direttore Livio Bucci che mi ha permesso ammirare quelle spettacolarità dal vivo. E’ un mondo da scoprire, un qualcosa di bello per ama costruire e lavorare con la cultura; senza dimenticare che è un’ottima vetrina per l’Abruzzo intero”.

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