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La squadra di “Fubbàll” di Remo Rapino

Undici uomini in campo, con le maglie rigorosamente dal numero 1 al numero 11: la squadra di “Fubbàll” nel libro di Remo Rapino (Minum fax) è fatto così.

Non numeri che ormai vanno a caso, scelti con criteri personali dai giocatori ma come si faceva una volta: 11 numeri in ordine preciso, ognuno con un ruolo preciso e un posto in campo determinato.

Il libro dell’autore abruzzese è una perla che viaggia nella storia del calcio italiano e nelle storie di 11 calciatori alcuni dei quali hanno fatto la storia del calcio nazionale italiano e internazionale.

La particolarità di questo testo è che i nomi dei calciatori siamo noi lettori a doverli individuare, da un particolare, da un dettaglio che Rapino ha inserito in ciascuna delle storie; il suo racconto infatti è molto originale, fatto di aneddoti ignoti e storie dure da immaginare.

Ci sono stati dei passaggi in due storie di questa squadra di “Fubbàll” in particolare che mi hanno colpito e voglio scriverle qui:

TRECCANI

“Ho sempre considerato le buone letture strumenti indispensabili proprio come gli allenamenti, entrambi necessari per giocare bene. I libri e gli allenamenti hanno la stessa dignità. Quante volte ne ho parlato con i compagni di squadra. Quanto fiato sprecato. Mica sempre, però. Leggere Il muro di Sartre, ad esempio, immaginarlo come una barriera, può aiutare a calciare meglio le punizioni dal limite. Molti anni fa a una giovane promessa che giocava in porta parlai di Albert Camus, lo Straniero ma anche il portiere, colui che, più degli altri, rompe schemi, si oppone al destino, l’ultimo ad arrendersi.  Quel ragazzo, per caso o per fortuna, divenne molto più bravo, sicuro di sé, e dopo qualche mese prese il posto da titolare. Fu uno dei miei pochi successi e ne fui molto contento.”

GIUSEPPE

“Un brutto anatroccolo tra i cigni chiari e belli. Insomma cose così, una via di mezzo, una via mediana appunto. Tutt’al più, dopo che ci ha lasciato l’anima sul verde del prato, ti diranno che sei generoso, solo questo dopo averti elencato tutti i difetti del mondo, Però è generoso, diranno, Dà pure l’anima, limitato ma di cuore. Quello lì invece tutto fighetto, non si sporca mai di fango o di erba, mai un’entrata a scivoloni, se perde palla ti guarda ebete, come a dire, Guarda che tocca a te, mica posso prenderlo io quel tizio, tu sei quello che corre e recupera.”

Storie di calcio, storie di vita fuori e dentro al campo; una squadra di “Fubbàll” che merita di essere letta e di scendere ancora una volta in campo.

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