scrittura sportiva

La Scrittura Sportiva di Andrea Romano

Questo periodo di lockdown (per fortuna terminato e speriamo non torni mai più), ci ha permesso di seguire molti webinar e corsi sul mondo della scrittura sportiva.

E ci apprestiamo a seguirne un altro che si chiama proprio Scrittura sportiva in programma martedì 26 dalle ore 17,30 grazie all’agenzia di marketing La Content e al docente, il giornalista Andrea Romano.

Un mondo, quello della scrittura sportiva vissuta, vissuto a 360 gradi in quanto siamo passati dai corsi di giornalismo sportivo a webinar sullo storytelling sportivo; e in tutti abbiamo raccolto e messo da parte pillole di insegnamento.

In attesa di martedì, ci siamo fatti raccontare qualcosa dal docente del corso di Scrittura Sportiva Andrea Romano.

Raccontiamo ai lettori chi è Andrea Romano.

“Trentotto anni, giornalista, lettore accanito, devoto a Eric Cantona, autore di tre libri, scrivo di sport per riviste e quotidiani nazionali”.

Come nasce l’idea di realizzare il webinar di Scrittura sportiva?

“L’idea è stata di Cristiano Carriero. Qualche mese fa mi ha chiamato per sondare la mia disponibilità per una lezione. All’inizio ho pensato che avesse sbagliato numero, poi quando ho capito che era serio ho accettato molto volentieri. L’incontro doveva essere una classica lezione, in aula, a Bari. Poi però la pandemia ci ha costretto a modificare formula e abbiamo deciso andare avanti ugualmente utilizzando il webinar. Sono molto contento, parlare di scrittura sportiva è sempre un piacere, farlo in un contesto serio come quello de La Content Academy è una grande responsabilità”.

Qual è l’obiettivo che si pone?

“Vorremmo dipingere un quadro d’insieme: concetti chiave, regole di base, errori da evitare, l’uso delle fonti. E poi provare una piccola esercitazione. Credo che la prima cosa da fare quando iniziamo a scrivere un pezzo sia chiudere il documento Word che abbiamo davanti. Ormai il livello di scrittura medio si è alzato molto, quindi a fare la differenza è l’organizzazione del pezzo. È questo gioco a incastri che segna il confine fra un articolo tutto sommato buono e uno in grado di conquistare il lettore”.

Si parla molto di questo nuovo modo di fare formazione: webinar e meeting online, credi che a fine pandemia sostituirà anche la formazione in aula sportiva?

“Questa nuova forma di comunicazione online ci ha letteralmente salvato la vita in questi due mesi e mezzo di quarantena e sicuramente resterà una risorsa importante anche nel futuro. Il lockdown ha accelerato i tempi e ci ha dimostrato che abbiamo la tecnologia necessaria per realizzare qualsiasi cosa in streaming, da una chiacchierata con gli amici fino alle trasmissioni per i canali nazionali. Io però credo che nella formazione sia ancora importante il contatto, lo stare insieme in uno stesso luogo per uno stesso obiettivo. Ma sono anche convinto che i webinar possano essere un’opportunità importante tanto per le aziende quanto per chi vuole usufruire di un seminario. Si tagliano i costi degli spostamenti e, molto probabilmente, si potranno seguire più corsi. Sarà interessante, magari anche con forme ibride che consentano a chi non si può muovere di seguire una determinata lezione”.

Com’è cambiata secondo te la scrittura sportiva con l’avvento massiccio dei social?

“Si è frammentata, ovviamente. Sono nate tantissime pagine e riviste che parlano un linguaggio nuovo, che sono in grado di offrire contenuti specifici su un determinato campionato che magari prima era stato sempre marginalizzato. In giro c’è una ricchezza enorme, con pezzi che possono essere anche molto brevi fino a quelli da migliaia di battute. L’unica controindicazione è che un’offerta così ampia rischia per confondere il lettore, si perde un po’ la differenza fra un post e un approfondimento realizzato da una testata giornalistica”.

E il giornalismo sportivo, quanto ne ha risentito?

“Tantissimo. Il problema è che buona parte del giornalismo sportivo si basa ancora sull’offerta di notizie in tempo reale. Certo, ci devono essere, ma ormai i giornali stanno facendo i conti con l’enorme velocità con cui si propaga una notizia sui social. E spesso vengono bruciati sul tempo. È una vecchia discussione che riguarda il giornalismo in generale, che sta cominciando a capire di dover offrire contenuti con un taglio diverso, anche a pagamento. Perché alla fine la qualità è l’unica arma che hanno i giornali per non sparire”.

Andrea Romano, giornalista, tifa per…

“La Roma. È una passione che sto provando a trasmettere anche a mio figlio. E forse non mi perdonerò mai per questo”.

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