Quelle della pallavolo, è il titolo del libro scritto da Mathilde Bonette (Giunti) dedicato al mondo del volley ma soprattutto delle ragazze, giovani ragazze in età scolare.
Detta così potrebbe sembra qualcosa di semplicistico, quasi da non prendere in considerazione nell’ambito della letteratura sportiva; non è così.
Il testo è un importante elemento di educazione al rispetto, alla cancellazione dei pregiudizi, dei modi di dire, ed è un inno allo spirito di squadra, alla scoperta di chi vive con te questo sport, all’amicizia e alla dedizione.
Layla e Allegra sono diverse, in tutto e per tutto: la prima più “dark”, la secondo più “trendy”; la prima non si vede per niente bella, la seconda sa di essere la più carina della scuola.
Ma c’è una differenza di fondo: Layla ha idee ben chiare sullo sport che vuole praticare, Allegra ha provato tutto ma nulla l’ha convinta.
La pallavolo è ciò che le legherà in campo e fuori; la pallavolo sarà la disciplina sportiva che permetterà a Layla di apprezzare degli aspetti della nuova compagna di squadra che non avrebbe mai immaginato; dall’altro Allegra capirà tante cose del modo di fare e di essere di quella ragazza così “sfigata” al punto da cambiarle la vita.
O meglio il volley, e tutto quello che misteriosamente accade in uno sport di squadra, a portare la più bella della scuola ad apprezzare altro di sé.
La forza dello sport, la sua immensa capacità di sciogliere nodi, mettere a nudo i propri limiti e potenzialità, abbattere tabù, annullare i pregiudizi e creare unità, coesione e compattezza tra le tante, mille sfaccettature dei singoli.
In tempi come questi dove tutto sfugge troppo rapidamente, dove la solitudine sembra essere la migliore amica degli adolescenti, Quelle della pallavolo può essere un libro da far entrare nelle scuole e nelle loro palestre per raccontare come lo sport sia in grado di fare un ace a ogni forma di negazione, rifiuto e paura.
