La fotografia sportiva

La fotografia sportiva di Andrea Iommarini

Si dice che l’immagine è tutto. Beh, sicuramente la fotografia sportiva ha un suo ruolo ben preciso nel corredare un articolo, nel raccontare una gara, per cogliere l’attimo perfetto.

Quante volte la foto dice di tutto di quel momento preciso, in quella pausa particolare o in quell’attimo di un tiro?

Oggi parliamo di fotografia sportiva, dopo aver parlato con Marco Lussoso, oggi abbiamo lasciato il microfono ad Andrea Iommarini.

Come nasce la tua passione per la fotografia?

“La passione nasce durante un corso tenuto nel 2015 da Adamo Di Loreto, alla quale ho partecipato molto per caso, dopo quel corso è nata la mia passione per la fotografia”.

Quando invece l’incontro con la fotografia sportiva?

“L’incontro con la fotografia sportiva nasce dalla mia grandissima passione per lo sport, mi piace tantissimo guardare sport e ho deciso di raccontare lo sport attraverso le immagini, grazie anche al corso che ha trattato di fotografia sportiva”. 

Quanto è difficile “cogliere l’attimo” durante una gara?

“È molto difficile, bisogna stare sempre concentrato, sull’azione e pensare a cosa potrebbe succedere subito dopo, seguire la palla è fondamentale e i movimenti degli atleti. Se conosci bene lo sport sarà sicuramente più facile riuscire a prevedere i movimenti dell’atleta e catturare così l’istante perfetto”. 

Lo “scatto perfetto” esiste?

“Lo scatto perfetto esiste, atleta frontale, viso alto, occhi verso la macchina fotografica e palla a contatto o contatto nello sport da combattimento. Nella fotografia sportiva la velocità è tutto. Saper cogliere il momento decisivo è fondamentale, ma al tempo stesso estremamente difficile”.

C’è uno sport più complicato di altri da fotografare?

“Non c’è uno sport più complicato di un altro, bisogna avere conoscenza e l’attrezzatura giusta per lo sport che hai intenzione di fotografare, poi ci vuole anche la fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto, un esempio è la testata di Zidane a Materazzi nella finale mondiale, c’erano tantissimi fotografi ma pochi hanno avuto l’inquadratura giusta per lo scatto perfetto”. 

La foto sportiva più bella che ritieni di aver scattato?

“Ogni scarrafone è bello a mamma soja” come diceva Pino Daniele, le mie foto mi piacciono tutte, anche se agli occhi dei veri professionisti gli errori ci sono. Adamo Di Loreto, Danilo Di Giovanni e Marco Lussoso mi aiutano a correggere i miei errori e a perfezionare i miei scatti”. 

Progetti per il futuro?

“Spero di riuscire a prendere il tesserino da foto-giornalista, in più grazie a Marco Lussoso ho scoperto ritratti, moda e glamour e senza lasciare mai la foto sportiva sto cercando intraprendere anche questa strada”.

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