calcio femminile

Il calcio femminile al liceo, che esperienza!

Una tavola rotonda sul mondo sportivo delle donne in generale e, in particolare, sul calcio femminile all’interno di un liceo.

Non avrei sinceramente ma pensato di entrare con libro, un mio libro, dentro una scuola a parlare de L’evoluzione del gioco e il calcio femminile; invece è successo e la prima parola che mi viene in mente è emozionate.

Non è la stessa cosa parlare a degli adulti e avere davanti giovani ancora non maggiorenni che sono in un momento in cui stanno cercano se stessi e cosa essere e diventare da grandi.

No, non è la stessa cosa ma la capisci solo se la provi. Per questo dico che è un’esperienza da fare sono contenta di averla fatta.

Una platea per lo più maschile, uno stimolo ancora più grande parlare di donne, di sport e di calcio; una ragione un più per far conoscere loro che lo sport femminile è una realtà enorme, grande che va tutela e difesa proprio come si fa con gli uomini.

Sarà pur vero che tanti ragazzi non hanno più stimoli, sono vuoti e con poca voglia di apprendere ma dentro quel liceo ho percepito tanta voglia di ascoltare, conoscere, capire. Voglia di essere attivi, di esserci.

Insieme ad Aida Xhaxho e “L’evoluzione del gioco e il calcio femminile”

Una mattinata impreziosita da un’atleta che il calcio lo mastica da anni: è partita dal calcio a 11 ed è sbarcata al calcio a 5 dove ha trovato definitiva consacrazione. Lei si chiama Aida Xhaxho, gioca nel Pescara Femminile di futsal è campionessa d’Italia in carica.

La sua testimonianza fatta anche di scetticismo e incredulità in quanto donna che allena dei ragazzi (fa anche questo oltre che giocare) ha rapito il giovane pubblico che, credo, si sono avvicinati un po’ di più all’universo sportivo femminile e, sinceramente, anch’io. Sì, perché di imparare non si smette mai, c’è sempre qualcuno che ti insegna qualcosa, piccola che sia ma che porta con sé un valore; ovviamente sta ad ognuno di noi percepirla e farla nostra.

Per queste ragioni ringrazio il Liceo Maior di Pescara per la grande occasione che mi ha concesso; per il grande insegnamento che i suoi ragazzi mi hanno dato in poco più di un’ora.

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