Bruno Longhi

Il “buon calcio” di Bruno Longhi

“Amici sportivi buonasera e buon calcio“: con questa frase presentiamo Bruno Longhi, il Cantore di oggi firma Vladimiro Di Stefano.

Un personaggio, un giornalista che animato le telecronache delle più grandi partite internazionali e del campionato italiano negli anni 90 con eleganza, padronanza e competenza.

La sua carriera giornalistica inizia nel 1981 a Telemontecarlo commentando Mondiali ed Europei; nel 1988 il passaggio a Fininvest poi Mediaset dove lavora tuttora e dove ha commentato grandi momenti di calcio tra cui le finali di UEFA Champions League, Juventus a Roma del 1995-1996 contro l’Ajax, e quella dell’Inter a Madrid contro il Bayern Monaco nel 2009-2010.

Ha conosciuto i più grandi del pallone tra i quali Pelè e Maradona dei quali in una recente intervista a corriere.it dice:

“Erano i Mondiali del 1994, si trovava nel mio stesso hotel. Amava l’Italia, mi raccontava spesso di quando sarebbe dovuto andare all’Inter prima che chiudessero le frontiere. E poi suonava la chitarra.” (Pelè)

“Nel 1996 riceve il Pallone d’oro alla carriera. La cerimonia si tiene all’ultimo piano del palazzo di France Football, a Parigi. In diretta con una radio argentina si lascia andare: ‘Sono qui con i più grandi giornalisti del mondo, Gianni Minà e Bruno Longhi.’” (Maradona)

Non solo calcio, che comunque ha praticato da giovane nelle fila dell’Inter, con tanto di esordio a San Siro, nella vita di Bruno Longhi: prima del pallone infatti c’è stata la musica; nel 1963 da bassista fondò insieme a Tonino Cripezzi e Mario Lavezzi il complesso musicale dei Trappers, scioltosi dopo aver inciso il singolo Ieri a lei (cover di Yesterday).

Nel 1975 ha firmato la collaborazione a testo e musiche del brano Terre lontane, cantato da Mino Reitano e ripreso da Mina l’anno dopo.

Infine, non può mancare un ricordo del grande Bruno Pizzul sul sito fanpage sport:

“Bruno si distingueva per umiltà, competenza tecnica, padronanza lessicale. E poi aveva la voce di uno di famiglia. Gli bastava scrivere dietro un foglietto numeri di maglia e nomi corrispondenti e aveva tutto quel che gli serviva”.

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