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I calciatori in cerca di autore di Matteo Murru

Assegnare ai calciatori un grande personaggio della letteratura internazionale: lo avreste mai immaginato?

Eppure il giovanissimo Matteo Murru (classe 2002), abruzzese, nella sua prima opera letteraria ha fatto proprio questo: “40 calciatori in cerca d’autore” (Edizioni Il Viandante).

Siamo rimasti incuriositi dal titolo e ne abbiamo parlato direttamente con l’autore; ecco cosa ci ha detto.

Partiamo dal titolo: “40 calciatori in cerca d’autore”, perchè?

“40 calciatori in cerca d’autore richiama il titolo del dramma di Pirandello Sei personaggi in cerca d’autore. Ho pensato, analizzando il contenuto del mio scritto, che fosse appropriato o quanto meno simpatico richiamare una delle opere cardine di Luigi Pirandello per la tematica dell’identità e del rapporto tra persona e personaggio. L’idea del titolo nasce nella fase embrionale del progetto ed è poi rimasta tale, modificando soltanto il numero dei calciatori che in origine avrebbero dovuti essere 50”.

Perchè proprio quei 40 calciatori?

“I 40 calciatori in questione non sono né i miei ‘preferiti’, nè quelli a cui sono più legato per qualche motivo specifico. Ho scelto i 40 in funzione del progetto che c’è dietro, quelli che mi permettevano di agganciarmi in modo più limpido al corrispettivo alter ego letterario. Nelle associazioni spesso partivo dall’autore novecentesco cercando tratti della sua personalità ed avvenimenti nella sua carriera tali da permettermi di ricondurre il tutto nel ‘nostro tempo’ paragonandolo a un calciatore. A volte però invertivo il processo, passavo in rassegna i calciatori della stagione passata cercando tra tutti le storie più particolari o quelle che mi permettessero di dilungarmi di più o di creare un percorso che poi divenisse ‘letterario’. Questo è il motivo per cui tanti volti noti della passata stagione o comunque giocatori a cui sono molto legato emotivamente, sono rimasti fuori. Non sempre il gancio era visibile, almeno nella mia testa”.

Iscritto alla facoltà di Lettere Moderne con il sogno di diventare giornalista sportivo, come sono nate passioni per il calcio e la scrittura?

“La passione per il calcio nasce precocemente, già quando avevo 4/5 anni guardavo le partite con mio nonno o con i miei zii; poi a 6 anni ho iniziato a giocare e l’ho fatto fino ai diciotto giocando tra Silvi, Pineto e Roseto. Ma anche dopo aver smesso la mia passione è rimasta tale e ho iniziato ad osservare con attenzione il mondo del giornalismo sportivo. La passione per la scrittura credo sia fortemente collegata a quella per la letteratura, sviluppata più o meno a metà del mio percorso liceale. La scelta di iscrivermi alla facoltà di lettere moderne è poi venuta da sé”.

Secondo te, la letteratura sportiva sta crescendo tra i lettori o è ancora reputata un mondo di “nicchia”?

“Nell’immenso panorama letterario di cui disponiamo, penso sia normale che la letteratura incentrata sul mondo sportivo occupi una posizione ‘di nicchia’ o comunque di seconda linea. Non per questo però bisogna trascurare questo modo che continua a essere comunque variegato e attivo. Basta vedere i contributi letterari di altissimo spessore realizzati da esperti e dai grandi nomi del giornalismo sportivo”.

Sei giovanissimo, ma ritiene che da quando segui il calcio ad oggi ci siamo state “trasformazioni” in questo sport?

“Purtroppo ho davvero pochi anni alle spalle e non penso di poter essere in grado di fornire un’analisi accurata dei mutamenti che hanno interessato questo sport. Ovviamente penso che il calcio di oggi non sia uguale a quello di ieri e di certo non sarà uguale a quello di domani, per questo penso che scrivere di calcio nobiliti in qualche modo lo sport e penso che tutti i contributi scrittori possano diventare col tempo degli importanti strumenti d’indagine e di analisi e possano aprire una finestra sul passato”.

Oltre a fare il giornalista, hai altri sogni nel cassetto?

“Quella del giornalismo rimane la strada primaria che vorrei percorrere, spero di terminare a breve la triennale per poi procedere con la magistrale. Nel frattempo però mi piacerebbe continuare a scrivere, magari anche qualcosa non prettamente legato al mondo del calcio. Vorrei scrivere un romanzo”.

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