Gianluca Marzuoli

Gianluca Marzuoli: i miei 20 anni nel calcio a 5

Il calcio a 5 prima da giocatore e poi da allenatore. Uno stop forzato a causa della pandemia da Codiv-19: tutto questo è Gianluca Marzuoli tecnico della Tombesi Ortona calcio a 5 militante in Serie A2 e vincitore della Panchina d’Oro nel 2019 e nel 2020.

Abbiamo fatto una chiacchierata con lui prima che la Divisione calcio a 5 decidesse di sospendere tutte le competizioni nazionali di futsal.

Mister Marzuoli, ci racconti la sua vita in panchina

Abbastanza lunga direi… Il mio primo incarico risale al 1990 quando, con la famiglia D’Angelantonio, mentre si faceva un torneo amichevole estivo, per gioco nacque l’idea di mettere su una squadra. Da lì man mano, nel giro di 5 anni ci siamo ritrovati in Serie A. Nel frattempo da allenatore-giocatore sono diventato tecnico della squadra (dalla Serie B in poi). Una cavalcata lunghissima che mi permesso di giocare 4 campionati nella massima serie del futsal; gli anni successi ho cambiato molte squadre fino ad arrivare alla Tombesi Ortona di oggi”:

Undici anni alla guida del Pescara, tante emozioni e tante soddisfazioni.

“Nel tempo siamo diventati Ponzio Pescara, e sono trascorsi 11 anni. Una bellissima esperienza che mi ha permesso di fare e continuare a fare questo lavoro: da allora sono passati 21 anni”.

Nel 2017 arriva il Montesilvano calcio femminile, ci racconti questa esperienza

“E’ stato il caso a portarmi lì; avevo infatti già firmato il contratto per un’altra squadra abruzzese in B. Prima dell’inizio della stagione però ci sono stati dei problemi è la squadra non si è iscritta al campionato. Il caso ha voluto che si liberasse un posto nella femminile: il Montesilvano cercava un tecnico e così mi hanno proposto alla guida. Devo dire che è stata un’esperienza incredibile, due anni meravigliosi non solo sotto il profilo umano ma anche professionale: abbiamo vinto una Supercoppa, una Coppa Italia, giocato una finale scudetto e l’anno successivo la finale di Coppa Italia. Insomma, abbiamo fatto un gran lavoro”.

Calcio a 5 maschile e femminile: ha notato delle differenze?

“Assolutamente no. Anzi, ho trovato molta, molta professionalità tra le calciatrici e nell’intero movimento. Movimento molto importante in piena crescita nel quale mi sono trovato bene anche grazie alle ragazze che mi hanno sempre seguito”.

E grazie anche al femminile si è tolto una soddisfazione: vincere per ben due volte (2019-2020) la Panchina d’oro. Se lo aspettava?

“Sinceramente no. E’ stato tutto inaspettato soprattutto per due anni consecutivi; è un premio che ho condiviso con la squadra, senza le ragazze non avrei vinto nulla”.

Ora il suo presente si chiama Tombesi ad Ortona: che campionato è stato prima dello stop causa pandemia?

“Un torneo altalenante; ho avuto tantissime difficoltà a causa dei numerosi infortuni che mi hanno sempre impedito di giocare con la squadra al completo. E’ la prima volta che mi capita una situazione del genere, nonostante tutto eravamo a 6 punti dai play-off e sono sicuro che avremmo portato al termine al meglio. Poi il Coronavirus ha bloccato tutto”.

Il periodo di quarantena: come sta un tecnico di calcio senza calcio per così tanto tempo?

“La vivo bene e male. Bene perché si sta in famiglia male perché ti manca il campo, la squadra, la partita, gli allenamenti; viene meno la vita del calcio che è il mio lavoro. Mancano tutte le emozioni e l’adrenalina di preparare una partita”.

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