euro 2020

Euro 2020 rivisto in 5 momenti

Euro 2020 disputati nel 2021. Eh già… l’emergenza sanitaria ha come annullato lo scorso anno e posticipato ogni manifestazione all’anno in corso. Fa strano sì vedere una competizione disputarsi in un anno dispari.

Chissà cosa sarebbe accaduto lo scorso anno… Sicuramente per questo 2021 l’Europeo del pallone ci ha regalato tante emozioni, alcune non proprio belle ma sicuramente indimenticabili.

A pochi giorni dalla finale dunque, abbiamo voluto raccogliere i 5 momenti più intensi di questo Europeo di calcio

  1. Italia Campione d’Europa. Tributo dovuto, voluto, meritato e cercato da un gruppo di uomini (prima che calciatori) che hanno creduto nel sogno del loro allenatore Roberto Mancini. Una cavalcata alla quale nessuno credevo ma in cui tutto il paese sperava; non eravamo i favoriti ma abbiamo stravolto tutti i pronostici (tanto amati dagli inglesi…) e siamo andati proprio nel tempio del calcio a prenderci una coppa che aspettavamo da 53 anni… Quando il paese è in difficoltà, l’Italia si unisce e non ce n’è per nessuno!
  2. La Danimarca di Eriksen. Squadra, un concetto astratto? No, reale, vero, concreto. Quello che la Nazionale danese ha fatto dopo il terribile 12 giugno è un qualcosa che tutti, grandi e piccoli, non dovrebbero mai dimenticare: Eriksen crolla terra improvvisamente, diagnosi senza speranza: arresto cardiaco. Eppure… la Danimarca si compatta intorno al compagno, Simon Kjaer salva la vita all’amico e compagno e, con gli altri, alza un muro umano a difesa di Eriksen per difenderlo da occhi televisivi indiscreti. Christian ora sta bene, è casa con la famiglia, e in campo va in scena un’altra partita. I danesi giocano per lui e con lui, l’onda emotiva della tragedia sfiorata li carica, li anima, fino a spingerli a giocarsi la semifinale con l’Inghilterra. Non è andata come volevano ma per tutto il mondo la Danimarca è la vincitrice morale di Euro 2020 ed Eriksen in simbolo della vita.
  3. La Svizzera ai quarti di finale. Con lei anche la Repubblica Ceca, la rivincita delle piccole realtà del pallone. Addirittura gli svizzeri fanno fuori la super favorita Francia e la Repubblica Ceca che butta fuori l’Olanda. Due mega sorprese ai quarti di finale di questi Europei che hanno regalato emozioni forti. Perché tutto questo? Perché quando non hai nulla da perdere, e giochi senza troppi pensieri, sapendo che hai fatto già tanto, le sorprese possono essere enormi e inattese…
  4. Di padre in figlio. Kasper Schmeichel e Peter Schmeichel, Federico Chiesa ed Enrico Chiesa: quando il pallone scorre nelle vene di padre in figlio e i risultati sono gli stessi. Il primo portiere danese, il secondo attaccante italiano che hanno avuto dei papà campioni nei loro club e in Nazionale. Figli che stanno facendo la storia del calcio del loro paese proprio come hanno fatto i loro padri. Sono i cosiddetti predestinati, coloro che hanno già una “missione” nella vita e la stanno portando a cmpimento.
  5. L’angelo di Luis Enrique. Per quest’ultimo elemento lasciamo la parola all’autore del disegno dedicato al tecnico spagnolo e alla sua bambina scomparsa a soli 9 anni, l’illustratore Antonio Federico:

“Tutto nasce per caso, così quando meno me lo aspetto arriva quella immagine e sento di doverla descrivere su carta. Avevo letto la storia di Luis Enrique, mi aveva colpito. Poi sul web le tante foto di quella piccola bimba che correva felice insieme al suo papà. Credo che la nostra mente registri tutto ciò che noi percepiamo, le cose più belle trovano un angolino importante, vengono custodite per poi uscire al momento giusto o assimilate cercando di migliorare la nostra essenza.  Ultimamente disegno tantissimo, anche più di otto ore al giorno. Cerco, osservo, racconto ciò che mi colpisce, illustrare l’umanità è quello che mi piace di più, credo molto in quello che faccio. E ogni giorno tantissima gente mi dimostra affetto. Non c’è nulla di più bello. Mi rendo conto che alcune immagini come quella dedicata alla piccola Xana hanno qualcosa di speciale, che non riesco a spiegare. Per me è un bisogno quasi fisiologico esprimerle. Me ne rendo conto nel momento in cui le visualizzo, il mio impegno è materializzarle su carta così come la mia mente le vede.  Sono felice che la mia immagine sia arrivata così lontano, la figlia maggiore di Luis Enrique l’ha mostrata al papà con commozione.  Perché dopo tutto se ci pensate le cose più belle della vita sono le emozioni, sono le persone, è il valore del nostro tempo.  Bisognerebbe celebrare la vita ogni giorno, che molto spesso dimentichiamo quanto siamo fortunati ad essere qui. Mi auguro ancor di più che vinca il rispetto e l’umanità, che non dobbiamo mai dimenticare”.

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