Enrico Ameri

Enrico Ameri, LA voce del calcio in radio

“Scusa, Ameri” chi non ricorda questa frase o quanto meno l’ha sentita o letta da qualche parte. E’ diventata una icona, un simbolo della storia de Tutto il calcio minuto per minuto.

Oggi parliamo di un altro cantore che ha fatto la storia del calcio radiofonico: Enrico Ameri, nato a Lucca e considerato l’erede di Nicolò Carosio, fu la prima voce della trasmissione della Rai Tutto il calcio minuto per minuto dal 1960 al 1991.

Trent’anni…una vita per il pallone, una vita per la radio; al pallone si avvicinò da piccolo quando, vivendo a Genova, si innamorò del Genoa.

La storia di Enrico Ameri con la RAI iniziò nel 1949 con la cronaca; la sua voce da usignolo infatti commentò eventi importanti come il disastro aereo del Monte Terminillo nel 1955, e l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Salvatore Quasimodo nel 1959.

Il calcio? Arrivò il 1° maggio 1955, con la partita Udinese-Milan; in televisione, su invito di Vittorio Veltroni, fece la telecronaca di due sole gare calcistiche tra nazionali, l’incontro Italia-Jugoslavia del 1955 e Germania Ovest-Inghilterra del 1956 perché venne poi sostituito da Nando Martellini.

Nel 1960 il grande e importante debutto a Tutto il calcio minuto per minuto come seconda voce di Nicolò Carosio e commentò in diretta la partita Bologna-Napoli. Il passaggio di Carosio alla televisione lo consacrò come prima voce, dal cosiddetto “campo principale”.

La sua ultima partita fu invece Genoa-Juventus il 26 maggio 1991, in cui annunciò la vittoria dello scudetto da parte della Sampdoria.

E veniamo alla frase cult del mondo radiocronistico del pallone, quel “Scusa Ameri” che rappresenta un po’ il “duello” al microfono tra Sandro Ciotti ed Enrico Ameri.

Riportiamo alcuni stralci di un articolo de Il Giornale a firma di Paolo Lazzari:

“La gerarchia voleva che l’attico della trasmissione spettasse ad Ameri. Era lui il prescelto sul ponte di comando, quello che poi doveva passare la linea ai colleghi, per i loro flash. Ciotti lo sapeva e soffriva questa situazione, perché riteneva di essere quello dotato di maggiore talento nel gruppo. Così, ogni domenica, fioccavano scintille. L’apice di quella rivalità venne raggiunto il 27 aprile 1975. Ameri è a Torino per Juve – Lazio. Ciotti al San Paolo, per Napoli – Inter. Sono entrambe partite cruciali per il destino del campionato, perché i partenopei stanno ad un’incollatura dall’attempata dama, da cui distano solo di tre punti. Ciotti riesce ad interrompere Ameri per ben tre volte nell’arco di dieci minuti, sempre pochi istanti prima che gli venga passata la linea. E, dal microfono di Enrico, si sente in diretta nazionale un solenne: ‘Ma si può essere così co…oni?’”.

Miti e leggende dello sport che rendono Enrico Ameri e Sandro Ciotti indimenticabili per gli appassionati delle radiocronache di calcio.

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