I Cantori del Pallone proseguono a raccontarsi con Vladimiro Di Stefano, e questa volta il nostro CartoonDiste ci ha voluto omaggiare di un’altra grande voce: Emanuele Dotto.
È chiaro che “Tutto il calcio minuto per minuto” ha lanciato e lasciato tanto alla storia dello sport raccontato attraverso la voce, e anche Dotto ne è stato un grande protagonista.
Dei suoi inizi in un’intervista a repubblica.it dice:
“Non avevamo la televisione, mio padre aveva capito con notevole anticipo sul Grande Fratello o Barbara D’Urso che la tivù può rendere abbastanza stupidi: e dire che quella televisione, rispetto a oggi, era la Treccani. Dunque, in casa la radio era sempre accesa: per Gran Varietà con Dorelli, per la musica da ballo, i concerti sul terzo canale, la santa messa, i radiodrammi, le commedie di Eduardo e Govi, i radiogiornali e naturalmente Tutto il calcio.”
Esordisce in RAI nel 1980 e subito la sua prima radiocronaca: Berloni-Scavolini di pallacanestro, due anni due le prime gare di calcio proprio con Tutto il calcio minuto per minuto.
Una voce inconfondibile quella di Emanuele Dotto che, dagli anni 2000, diventa una delle voci principali anche per le coppe europee ed è spesso seconda voce della storica trasmissione radiofonica allorché i colleghi Repice, Orlando o Delfino sono impegnati in anticipi e posticipi serali.
Non solo calcio italiano ed europeo ma anche eventi sportivi mondiali raccontando, nel dettaglio: 8 edizioni dei Giochi Olimpici Estivi (in tali occasioni aggiunge agli sport seguiti anche il canottaggio); 3 edizioni dei Giochi Olimpici Invernali, nonché 8 Mondiali di calcio.
A ciò vanno aggiunte svariate edizioni di Giro d’Italia, Tour de France (su tutte l’edizione vinta dall’italiano Vincenzo Nibali nel 2014) Mondiali e Classiche di ciclismo.
Di “Dotto” nel giornalismo ce ne sono altri due: Matteo, il fratello e un altro con cui la parentela non c’entra. E sempre nell’intervista su repubblica, a tal proposito racconta:
“Oh, qui ho una gag divertente da raccontare. Eravamo in albergo ad Amsterdam per un Ajax-Milan e mi arrivavano strane telefonate di attori, teatri, registi. A un certo punto mi chiamò persino Carmelo Bene per farmi una scenata. In quel mentre, Giancarlo riceveva gli squilli di Massimo De Luca che gli chiedeva della radiocronaca. Insomma, al centralino avevano scambiato i due Dotto.”
Emanuele però una delle tante anime che ci ha raccontato lo sport attraverso la voce e anche emozionato i tifosi all’ascolto nel 2014 quando, inviato allo stadio Cibali per Catania-Roma 4-1, la Juventus si laureò campione senza scendere in campo.
Poi il 2 giugno 2019, al termine della radiocronaca dell’ultima tappa del Giro d’Italia, annuncia la conclusione delle sue radiocronache in Rai.
Una vita per il giornalismo che definisce:
“Un privilegio e un dovere sociale. Un servizio e un godimento senza fine.”
