Diletta Nicastro

Diletta Nicastro: “La mia passione? Due: la scrittura e il calcio”

La passione per la scrittura e la passione per il calcio: per Diletta Nicastro il tutto si è tradotto con due libri sul mondo dello sport.

Romana, laureata in Sociologia, è giornalista pubblicista con l’arte di scrivere che è diventato il suo lavoro grazie anche al mondo di Mauro & Lisi.

Una bella storia che ci ha spinto a intervistarla e farci raccontare il suo mondo sportivo.

Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

“La mia passione per la scrittura nacque quando ero piccola, quando inventavo storie d’avventura assieme a mio fratello”.

Ha all’attivo due testi sportivi: uno dedicato alla pallavolo e l altro la tua tesi di laurea dedicata a Gianluca Vialli: come mai queste scelte?

“La tesi Gianluca Vialli, un eroe moderno veicolato dai mass media è stata ispirata dalla mia grande passione per lo sport e per il calcio. Quando decisi di fare una tesi sperimentale presso Storia delle comunicazioni di massa, il mio professore, Enrico Menduni, mi suggerì di scrivere di qualcosa di cui sapessi molto. La sua frase testuale fu: ‘Quando si invita qualcuno a cena, si guarda in frigorifero per controllare quali ingredienti uno ha già’. E così decisi di fare questa tesi su come l’eroe sportivo era stato cantato nella storia (dalle Odi di Pindaro fino ai giorni nostri) e di analizzare il caso di Gianluca Vialli, dimostrando come l’eroe sportivo fosse diverso dall’uomo e di come i media mettessero sotto i riflettori solo una parte della totalità dell’essere umano. Il romanzo sulla pallavolo nasce come mio omaggio a questo sport che ho sempre amato moltissimo e che nella vita ho praticato, arbitrato e scritto. Volevo raccontare quanto lo sport sia una meravigliosa metafora di vita e quanto i suoi insegnamenti siano validi sia dentro che fuori dal campo”.

Andiamo con ordine: Gianluca Vialli, un eroe moderno veicolato dai media ti ha permesso di vincere il premio di laurea Stefano Benetton come come tesi sportiva dell’anno. Una grande soddisfazione.

“Una soddisfazione enorme.Un premio speciale nel mio cuore, anche perché legato ad un caro ricordo di mio padre. Fu lui a spedire le tesi per il concorso, pochi giorni prima che se ne andasse improvvisamente. Ogni volta che ripenso a quel premio lo risento vicino. La premiazione fu un momento assai speciale, avvenuta a Treviso durante la cena di Natale con tutti gli atleti delle squadre di Benetton. Soggiornai nelle stanze dei giocatori di basket o di pallavolo. Non so. Ricordo però che era tutto altissimo!”.

L’ultimo tuo lavoro editoriale Un principe per Agla è dedicato alla pallavolo. Di cosa si tratta?

“Un principe per Agla è uno spin-off della mia saga mystery Il mondo di Mauro & Lisi, incentrata sul Patrimonio Unesco. Agla Zanin, la protagonista, è una carissima amica dell’eroina della serie, Elisabetta Cavalieri, ed era già nota ai lettori perché ha partecipato attivamente ad una delle avventure (I lillà di Padova – Il quarto incarico) ed è sempre citata. In molti mi hanno chiesto di approfondire la storia di questa ragazza bellissima che gioca a pallavolo mentre studia lingue all’Università e così alla fine ho fatto. Il romanzo è uno sport romance incentrato sulla pallavolo e sulla crisi economica che sta attraversando il nostro Paese e racconta in maniera delicata ma intensa la storia d’amore tra Agla e il giovane imprenditore di Lecco Stelvio Airoldi. Un inno alla pallavolo, ma anche alla tenacia e alla forza di un mondo che la crisi sta tentando di spazzare via. Un romanzo nato da una profonda ispirazione personale”.

Secondo te, nel mondo dell’editoria, la letteratura sportiva che posto occupa?

“Minore di quello che dovrebbe. Se da una parte ci sono spesso dei film che cantano le imprese di una squadra o di un’atleta, è raro imbattersi in romanzi che affrontano queste tematiche in maniera approfondita. Forse perché per scrivere di uno sport bisogna conoscerlo molto bene. Io ho avuto la fortuna di vivere a stretto contatto con la pallavolo. Il mio lavoro di giornalista sportiva mi ha permesso di seguire eventi di livello internazionale o di viaggiare al fianco di nazionali giovanili (non potrò mai dimenticare la trasferta a Tallinn nel 2005 con la nazionale pre-juniores femminile. In quella squadra militava una giovanissima Lucia Bosetti, che neppure una settimana fa è arrivata a vincere l’argento ai Mondiali in Giappone…). Credo che complessivamente le storie di sport siano molto educative, specialmente per i giovani, perché insegnano lo spirito di sacrificio e il cercare di superare sempre i propri limiti, in maniera corretta e pura”.

Hai mai pensato di scrivere la biografia di uno sportivo?

“Sinceramente non ci ho mai pensato. Però potrebbe essere interessante!”.

Il prossimo libro è già nel cassetto?

“Ho iniziato da poco a lavorare al nono incarico della saga Il mondo di Mauro & Lisi, dal titolo assolutamente top secret, così come top secret è la location Unesco coinvolta. In molti mi stanno chiedendo di far tornare Agla e Stelvio nella storia…Vedremo…”.

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