Un cerchio che si chiude.
Un treno che passa di nuovo.
Il 20 maggio 2026 resterà una data indelebile per me.
Hai presente quando pensi che non accadrà più?
Hai presente quando passa il treno e tu rimani in stazione?
A me è accaduto di nuovo.
A me il treno è passato una seconda volta.
Nel 2006, la prima volta, non è finita come speravo.
Nel 2026, la seconda volta, è andata come volevo.
La città è Pescara, lui è Alex Del Piero. L’occasione è stata la seconda edizione del Premio Zucchini assegnato al campione del mondo, al giornalista Marco Civoli e al presidente del Pescara Daniele Sebastiani.
La star però è Alex Del Piero anima della Juventus per 19 anni e mai dimenticato dai tifosi bianconeri e non.
Avere la possibilità di ascoltarlo, sentirlo parlare di calcio, di Juve, dei suoi valori, del suo modo di vedere il mondo del pallone, è stata la dimostrazione (l’ennesima) che dietro a un grande campione c’è sempre un uomo dal valore smisurato.
Ho pianto sì, e non mi vergogno a dirlo perchè lui ha rappresentato e segnato la mia crescita di tifosa e sportiva; ha segnato il modo (il mio) in cui vedo tutt’ora il calcio e i valori che incarna dagli allenamenti al fischio finale dell’arbitro (anche oltre).
Lui è Alex Del Piero, lui è il Capitano dei Capitani.
Cosa mi è rimasto dentro? La risposta a una domanda del giornalista Ciro Venerato: “Dammi il tuo 11 juventino”.
“Non ti dirò mai il mio 11 perchè non ha senso scegliere”.
Eccolo il significato assoluto di SQUADRA, un’unica entità; 19 anni con 19 squadre diverse, ma un’unica entità. Senza fare preferenze, senza scegliere i migliori bensì ricordando tutti perchè tutti hanno dato il loro contributo.
Questo non vuol dire essere fenomeni in campo ma essere uomini o meglio, persone con ideali e valori ben scolpiti nel profondo di sè anche grazie alla famiglia d’origine.
Alex Del Piero, il Capitano dentro e fuori dal campo.
