Claudio Ferretti

Claudio Ferretti e “Mamma Rai”

Claudio Ferretti è il nostro nuovo Cantore del Pallone targato Vladimiro Di Stefano; in realtà il giornalista sportivo sarà ricordato soprattutto nel mondo del ciclismo.

Figlio d’arte, suo padre Mario coniò la famosissima frase:

“C’è un uomo solo al comando la sua maglia e bianco celeste il suo nome è Fausto Coppi.”

Probabilmente nasce da lui la passione sfrenata di raccontare lo sport che inizia in RAI nel 1963 diventando, negli anni 70 e 80, fu una delle voci più popolari della trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto sostituendo talvolta alla conduzione Roberto Bortoluzzi.

Non solo calcio, non solo ciclismo ma anche pugilato e atletica gli sport che seguì Claudio Ferretti; poi arrivò la televisione diventando conduttore dell’edizione principale del TG3 e poi in “E’ quasi gol” con Sandro Ciotti.

Del TG3 fu a capo della redazione sportiva (anno 1993) e a proposito della terza rete della RAI, su sito dell’Ordine dei Giornalisti, nel ricordarlo nel giorno del suo decesso (21 maggio 2020) si legge:

“Dal 1998 al 2000 condusse il Processo alla Tappa. Quando Biscardi lasciò il Tg3 ne assunse la direzione e diede la linea di raccontare lo sport più in chiave sociale e culturale. Nacquero pagine molto belle e nuove, con il racconto delle gesta dei campioni contestualizzate nella vita del Paese. Portò al Tg3 Enrico Lucci e Sigfrido Ranucci, convinto com’era che lo sport andasse raccontato in modo diverso. Lo sport gli stava stretto e dopo anni passò alla redazione cultura del Tg3. Aveva una preparazione universale, era un grande appassionato di Caravaggio e conosceva come pochi le chiese di Roma, di cui raccontava la storia con orgoglio.”

La televisione, un amore a prima vista per tanti e anche Ferretti non ne fu immune al punto da scriverci un libro dal titolo Mamma Rai con Barbara Scaramucci e Umberto Broccoli (1997) con Scaramucci scrisse anche RicordeRai.

La vita da scrittore aveva ormai preso il sopravvento al punto da lasciare la RAI nel 2003; non poteva però mancare il giorno del 50° compleanno di Tutto il calcio minuto per minuto.

Il 10 gennaio 2010 infatti affiancò nella circostanza Riccardo Cucchi da Firenze per Fiorentina-Bari (2-1).

Sarebbe stato bello conoscerlo, ascoltarlo in radio, vederlo in tv. Non erano i nostri tempi, ma vogliamo conoscerlo un po’ attraverso le parole di Barbara Scaramucci in questo suo ricordo sul sito articolo21.org:

“In 35 anni di RAI non ho mai incontrato un conduttore di TG più disincantato e disinteressato alla popolarità di Claudio Ferretti. […] Claudio ha fatto cose meravigliose nella sua carriera giornalistica, eppure fra colleghi, fra quelli che gli hanno voluto bene, pensavamo che con meno disincanto e un po’ più di fatica avrebbe fatto cose ancora più gagliarde. Era pigro Claudio, selettivo, voleva seguire quello che gli piaceva ma aveva una cultura enciclopedica, non c’era argomento sul quale non valesse la pensa di confrontarsi con lui. […] Claudio era un uomo totalmente libero, professionale, democratico, che si sentiva al servizio del pubblico, fosse di lettori o di ascoltatori o di spettatori. Forse per questo nel dover fare il capo di una redazione non si sentiva a suo agio, riunioni, beghe da districare, inevitabili compromessi. Non era il suo genere. Quando andò in pensione era felice. Eppure aveva la Rai nelle vene e l’amava davvero.”

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