Cinema e sport

Cinema e sport, lontani ma non troppo

Ieri, al Cinema Tiberio di Rimini, cinema e sport sonio stati i protagonisti di “Ciak, azione!” iniziativa promossa da Poliarte – Accademia di Moda, Design e Cinema di Ancona, in collaborazione con il Comune di Rimini, il Fellini Museum e Overtime Festival.

Il profondo legame tra questi due universi apparentemente distanti, è stato sottolineato da un legame quasi simbiotico che affonda le proprie radici nella continua esplorazione dello spirito umano e delle emozioni: trionfo e sconfitta, resilienza e resa.

Il linguaggio cinematografico conferisce ulteriore fascino al mondo sportivo, elevandone l’essenza stessa e celebrandone la dedizione.

Questa relazione si manifesta attraverso molteplici forme, dalla documentaristica alla filmografia, fino alla serialità, offrendo al pubblico l’opportunità di esplorare da diverse prospettive le vite straordinarie di eroi epocali e comuni, le gesta epiche e gli eventi iconici.

Si tratta di ritratti intimi, percorsi, lotte e risultati che vanno oltre gli omaggi convenzionali, svelando le molteplici sfaccettature di questa straordinaria connessione.

Il Cinema Tiberio è stato dunque palcoscenico di un coinvolgente momento di confronto aperto al pubblico sui nessi tra cinema e sport in Italia.

Giornalisti, organizzatori di festival, storici dello sport e registi si sono confrontati per esplorare i trend di mercato, i nuovi filoni e i temi attuali.

Si è discusso altresì della compatibilità tra l’etica dello sport e la spettacolarizzazione cinematografica, mantenendo fede ai valori dello sport senza snaturarli.

Messi in luce anche le nuove possibilità aperte da grandi serie e documentari delle piattaforme streaming, consentendo l’accesso a momenti e spazi che, fino a pochi anni fa, erano considerati off-limits e mai condivisi.

Sul palco, dopo i saluti introduttivi degli assessori Kristian Gianfreda e Moreno Maresi, si sono avvicendati: Francesco Gallo, autore e regista del film vincitore al Cannes World Film Festival 2023 nella categoria “Miglior film sportivo” con il documentario “Le dee di Olimpia”, lo storico Stefano Pivato con un intervento dal titolo “Il ciclismo fra cinema, letteratura e canzoni”, il giornalista Marco Pastonesi con “Da Nino Benvenuti/cowboy a Beppe Gentile/Giacone: quando i campioni vanno sul set” e lo storico Nicola Sbetti con “Perché rovinare una bella storia con la realtà? Pregi e rischi del racconto sportivo sul grande schermo”.

Moderatore Michele Spagnuolo, direttore di Overtime, primo e unico festival in Italia a parlare di sport, etica e cultura sportiva.

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