Bruno Gentili

Bruno Gentili, la radio e il calcio

Proseguiamo nel raccontare i Cantori del pallone attraverso l’arte di Vladimiro di Stefano e questa volta tocca a Bruno Gentili, altra voce storica del calcio italiano.

Il suo debutto è datato 1978 accanto a icone quali Ameri e Ciotti ma il giovane ha stoffa per affermarsi e infatti cinque anni dopo scocca l’ora della sua prima radiocronaca ufficiale: Lazio-Cremonese (Serie B).

Una escalation continua per il ragazzo Bruno Gentili che, dopo il ritiro di Ciotti avvenuto nel 1996, diventa la “seconda voce” nella radiocronaca delle partite nella trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto.

Ricordiamo anche noi la sua voca calda, accogliente, chiara nel raccontare le partite in radio e in TV; infatti insieme a Riccardo Cucchi commenta anche le gare della Nazionale di calcio italiana.

Una carriera “onair” che chiude il 13 gennaio 2007 effettua la sua ultima radiocronaca (Torino-Inter 1-3).

Passaggio di grado in vista: diventando vice direttore responsabile di Rai Sport (Massimo De Luca viene nominato direttore). Da quel momento per lui tanta televisione: Stadio Sprint, 90° Minuto Champions, Notti Europee.

In una intervista rilasciata a Il Foglio per i 60 anni di Tutto il calcio minuto per minuto, Gentili afferma:

“A cambiare è stato il linguaggio radiofonico che è andato di pari passo con l’evoluzione del calcio. Il ritmo è cresciuto, i giocatori corrono molto di più e le parole ora precipitano, rispecchiano l’aumento della velocità del gioco. Tre squadre negli ultimi cinquant’anni hanno modificato questo sport e quindi anche il modo di raccontarlo: l’Ajax di Cruijff, il Liverpool di Bob Paisley e Joe Fagan e il Milan di Arrigo Sacchi. Tre rivoluzioni che hanno accelerato le parole. Solo il Barcellona di Guardiola, grazie al tiki taka è riuscito a rallentare questa tendenza.”

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