I nostri Cantori del pallone, magistralmente illustrati da Vladimiro Di Stefano (CartoonDiste), ci hanno molte volte messo in risalto passioni e talenti al di là dello stare davanti a un microfono a raccontare il mondo del calcio come Beppe Viola.
Sì, oggi parliamo di un altro illustre personaggio che ci ha raccontato dello sport più amato dagli italiani.
Viola inizia a scrivere di sport a metà degli anni cinquanta, collaborando all’agenzia Sportinformazione, passando poi in Rai nel 1961.
Nel trovare informazioni sul suo mondo e il suo modo di essere, son venuti fuori tante frasi diventate aforismi e citazioni; la più note però resta quella che fece dire a Evaristo Beccalossi rivolgendosi a Bearzot perché lo convocasse per il campionato del mondo 1982.
Frase pronunciata in un servizio de La Domenica Sportiva su una partita dell’Inter: “Mi chiamo Evaristo, scusi se insisto”.
Altre citazioni?
“La carenza di calcio provoca dei fenomeni curiosi, tipo richiamo verso la lettura, la meditazione, incupimento del tono psichico generale, alcolismo, gioco del tennis, aeromodellismo.”
“Bisogna leggere per scrivere come parli.”
“Il golf? Per me è un maglione.”
Non solo calcio e sport dicevamo all’inizio; Beppe Viola era grande amico di Enzo Jannacci insieme al quale ha scritto molte canzoni tra le quali, la più famosa è sicuramente Tira a campà e Rido.
Jannacci che ha poi dedicato una canzone all’amico dal titolo L’amico, inserita come seconda traccia nell’album Discogreve.
Beppe Viola scomparve nel 1982 a 42 per un ictus; dall’anno seguente a suo nome c’è un premio giornalistico che ha visto tra i premiati, i volti più noti del giornalismo italiano.
Da 25 anni c’è anche Il Torneo Città di Arco che celebre il telecronista milanese, torneo che quest’anno ha visto partecipare anche le piccole calciatrici Under12.
Troppo presto ci ha lasciato questo Cantore, sarebbe stato bello ascoltarlo, sentirlo raccontare il calcio di oggi, in tanti però da più di 40 anni si devono accontentare di articoli, video e canzoni per ricordarlo.
