Andrea Cristoforetti

Andrea Cristoforetti: tornerei ad allenare in Italia

Attraverso Futsal, diamo anche ai nostri giocatori l’opportunità di avere successo in tutti gli aspetti della vita.

Si legge questo sul sito dell’Automotive Futsal Academy diretta da Andrea Cristoforetti ex giocatore di calcio a 5 in Italia (Pescara e Prato su tutte), nato a Johannesburg in Sud Africa e ora allenatore della prima squadra di futsal in Zambia.

Una passione per il calcio a 5 quella di Andrea che a Prato ricordano a suon di gol del loro attaccante ribattezzato “Cristogol”.

Dall’Africa all’Italia, dall’Italia all’Africa… ci sarà un ritorno? Chissà!

A che età Cristoforetti inizia a calciare un pallone?

“Ho cominciato a 6 anni circa quando con i miei genitori sono venuto in Italia, a Fidenza (in provincia di Parma ndr). L’anno del mio arrivo ho iniziato a giocare con la squadra del paese”.

Dal calcio a 11 a calcio a 5, com’è avvenuto il passaggio?

“Verso i 18 anni, l’anno del diploma, giocavo con il Chieti calcio. Finita quella stagione sono andato per 10 mesi a New York dove volevo giocare e studiare, quando tornai a Pescara Corrado Roma mi chiese di partire con la sua squadra di calcio a 5 dopo l’estate. Se ho sofferto le differenze? Direi di no in quanto i primi tornei, essendo ancora estate, si giocavano sull’erba, all’aperto. Come dinamiche poi, essendo piccolo e veloce, mi piacevano! Anche quando entrammo d’inverno nei palazzetti mi accorsi che quello sport era diverso dal calcio a 11 ma ormai il futsal mi aveva conquistato”.

Ci racconti l’era Velasco al Prato?

“A Prato c’era una società giovane e ambiziosa che, nel corso del tempo, è stata strutturata sempre meglio fino all’arrivo di Jesus Velasco che ha portato con sé una metodologia di lavoro e una mentalità completamente diversa. La fortuna ha voluto che legassi con lui, ci ritroviamo ancora oggi: è venuto a trovarmi anche in Zambia dove sono ora. Velasco ha stravolto l’idea che avevo del calcio a 5. E’ stata un’esperienza formativa che ha cambiato me e tutte le squadre in cui è stato in questi anni”.

Cristogol”, il soprannome che ti davano i tifosi. Ci sei ancora affezionato?

“Sì, a Prato ho lasciato un bel ricordo; ogni volta che torno in quella città infatti ci sono persone che si ricordano quegli anni in cui il palazzetto era sempre pieno e con grandi campioni in campo. Io sono partito con loro dal primo anno di Serie A fino a toccare la semifinale della Coppa dei Campioni; ho vissuto tutto di e con quella società che porto sempre nel cuore”.

Cosa fa oggi in Zambia Andrea Cristoforetti?

“Dopo la breve esperienza con la Nazionale del Sud Africa, alleno per il 5 anno la prima squadra dell’Automotive Futsal. Sono arrivato come allenatore perché mi chiesero di far conoscere e crescere il calcio a 5 nella loro terra. Sono passati 5 anni… e nel frattempo abbiamo creato anche l’Automotive Futsal Academy di cui sono il direttore. Una struttura che consta di un palazzetto di proprietà e una residenza per i giocatori. Il mio obiettivo è stato, ed è ancora, quello di far conoscere il futsal in paesi e città che non hanno nozioni della disciplina”.

Emergenza Codiv-19: com’è la situazione in Zambia?

“Questo è un problema serio… Dovrei partire ma ancora so nulla in quanto i casi sono in aumento e lo Stato non ha una struttura tale da sostenere una pandemia. I nostri giocatori faranno i tamponi e in caso di positività al Codiv faranno la quarantena nella residenza dell’Accademia. La realtà è comunque pesante anche perché è difficile che lo Stato decida di chiudere tutte le attività, non è nella loro forma mentis. A questo va aggiunto che lì purtroppo ci sono famiglie che vivono costantemente in emergenza, figurarsi se si chiude tutto. Lo sport è comunque interrotto, forse è ripreso il campionato ma non è chiaro in quanto in una squadra hanno registrato 28 calciatori positivi”.

Hai un sogno nel cassetto?

“Tanti, sono un sognatore di natura. Se devo dirne uno, ti dico che mi sarebbe piaciuto portare una Nazionale Africana ai Mondiali. Quattro anni ci siamo quasi riusciti ma perdemmo ai rigori la finale 3/4 posto della Coppa d’Africa. Oggi come oggi avrei il desiderio di competere, la cosa che mi manca di più, e tornare ad allenare in Italia o in Europa”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.