Amare lo sport

Amare lo sport e amare gli altri

Amare lo sport quello che magari si pratica da una vita, può chiamarsi amore?

Certo che sì! Perché l’amore è dedizione, impegno, voglia di stare insieme, rispetto dell’altro, condivisione.

E chi pratica sport si dedica a quella disciplina a volte rinunciando a tante altre cose dunque si impegna in quel che fa in campo (o in pista o dentro un palazzetto), ha voglia di stare insieme alle proprie compagne/i, rispetta l’avversario, condivide con la squadra gioie e dolori.

Amare lo sport che si pratica sia a livello agonistico sia a livello amatoriale, è amore nel vero senso della parola.

Abbiamo già scritto d’amore e di sport, ricordate? Quel bacio sulla traversa

Poi ci sono situazioni in cui i due mondi si incontrano e magari il tuo ragazzo che gioca ti chiede in moglie a te che giochi, a centrocampo tra amici e compagni di squadra che vi guardano.

E poi succede che tu molli l’amore sportivo perché il tuo uomo ha bisogno di te: ecco, la storia della calciatrice australiana Rhali Dobson è il senso più bello e speciale di un amore che non è mia rinuncia, ma scelta di vita.

Lei ha scelto di stare accanto al suo fidanzato (futuro marito) e lasciato il calcio. Ma ha comunque scelto l’amore, quello per l’altro.

Ha scelto di amare, mettendo in un altro angolo del cuore il suo amore verso il pallone.

Dunque Amati o amàti? Lei ha scelto il suo accento, tu?

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