A2 pallavolo

A2 pallavolo, Pescara torna dopo 30 anni!

Pescara riprova l’essenza dei grandi eventi da Serie A, o meglio A2 pallavolo.

Dopo 30 anni infatti la nostra città torna a calcare i palazzetti più importanti del paese grazie alla Sirdeco Volley che, lo scorso anno, ha fatto qualcosa di storico nel mondo pallavolo.

Non è mai facile puntare in alto, non è mai semplice trasformare un sogno in realtà, ma l’ambiente Sirdeco ci ha creduto così tanto da esserci riuscita.

Un racconto che abbiamo voluto fare con la vice presidente della società Carmela Ortoli che ci ha guidato dentro questo sogno.

Dopo 30 anni una squadra di Pescara in A2 di pallavolo, partiamo da qui.

“Lo scorso anno la Sirdeco Volley ha deciso di ampliare l’attività e dopo il Beach Volley, dove siamo abbastanza affermati, abbiamo deciso di voler creare un vero e proprio polo sportivo su Pescara attraverso la pallavolo. Nella nostra regione ci sono già realtà di volley femminile importanti tra i campionati di B1 fino alla Serie D; l’unico modo per aver un approccio impattante sulla città, era quello di acquisire un titolo di massima serie. E’ proprio in tale senso che, con i soci, abbiamo deciso di fare questo grande passo e ridare a Pescara una società di pallavolo in A2 dopo 30 anni”.

Mediaticamente il calcio è sempre il primo sport, come si potrebbe modificare questo trend dando più sport a uno sport come il volley?

“Diciamo che grazie alle Nazionali di pallavolo e loro successi, qualcosina si muove; sicuramente competere con il calcio è difficile ma un passaggio importante sono le scuole, lavorare con loro e famigliarizzare di più con i ragazzi e far capire loro che non esiste solo il calcio come sport di squadra ma altre discipline che esprimono valori diversi. Fare ciò è sicuramente un compito che spetta a noi società”.

Quanto è importante il settore giovanile anche in questa disciplina?

“Come per tutti gli sport è determinante. Purtroppo noi quest’anno non siamo riusciti a creare un settore giovanile in quanto, avendo deciso di puntare sulla serie A2, non avevamo modo di dare lo spazio e l’importanza che merita. Sicuramente però, vedere una squadra giocare nel massimo campionato, porta tante bambine ad avvicinarsi alla disciplina. Sul Beach Volley invece abbiamo una bella struttura giovanile ottenendo dei risultati importanti: campioni nazionali Under 18 maschili e vice campioni Under 18 femminile”.

La pallavolo è probabilmente lo sport dove il maschile e il femminile non vivono grandi differenze ma vengono considerate allo stesso livello, o sbaglio?

“Sì, in tempi remoti era uno sport tipicamente femminile ora invece il livello si è abbastanza equiparato con il maschile che è cresciuto parecchio; questo vuol dire che è una disciplina che funziona sia per il maschile che per il femminile”.

Forse è il caso di modificare alcuni atteggiamenti, tipo le cattiverie contro Paola Egonu…

“E’ quasi la norma che quando un atleta raggiungi certi livelli, ci sia qualcuno pronto a puntare il dito…Ognuno ha le sue idee e vanno rispettare ma la cosa più importante resta sempre lo sport e i suoi valori”.

Sogni nel cassetto sportivo di Carmela Ortoli?

“Abbiamo investito tanto con il presidente in questo progetto, spero fortemente di poterlo far crescere soprattutto pensando ai miei figli ora piccoli; vorrei infatti che loro si avvicinassero alla pallavolo e chissà ripercorrere le nostre orme”.

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