Francesco Marino

Fare il Ds? Ce ne parla Francesco Marino

Il mondo del calcio analizzato nelle sue diverse figure: oggi parliamo del Direttore sportivo.

Cosa fa questa figura? Quali i ruoli e responsabilità?

Approfondiamo l’argomento con chi ha lavorato come Ds al Francavilla 1927 fino al 2017, osservatore in Serie A con il Livorno dal 2002 al 2007, precedentemente osservatore e consulente in serie C con il Lanciano, Cavese, Martina, Benevento e Ternana in B nel 2015.

Dunque, dopo aver conosciuto il mondo arbitrale con l’ex fischietto di Serie A Francesco De Luca, oggi parliamo con Francesco Marino, anche lui protagonista del format Sugli Spalti di Laqtv.

Essere il direttore sportivo di una squadra di calcio, quali responsabilità implica?

“Tante cose: in primis è responsabile dell’area tecnica cioè sceglie allenatore e giocatori; in secondo luogo, al di là dell’aspetto puramente tecnico, ha deleghe organizzative e ti carattere generale; per esempio può avere la responsabilità del settore giovanile dato che molte società a livello strutturale non hanno persone preposte ad occuparsi di rapporti con il settore giovanile. Un aspetto però importante sta nel tenere rapporti con il presidente e i componenti della società”.

Francesco Marino come ha iniziato la sua carriera?

“Sono partito nel 2002 come osservatore tecnico e segnalavo i giocatori ai Direttori sportivo con cui ho lavorato. Successivamente sono stato consulente di mercato cioè una figura esterna che affianca i Ds per costruire la squadra. Negli ultimi anni ho fatto il Direttore sportivo in senso stretto e mi occupavo di gestire le risorse tecniche delle squadre con cui ho lavorato”.

Qual è secondo te l’aspetto più bello del tuo lavoro?

“Dal punto di vista tecnico il fatto che puoi scegliere i giocatori, assecondare le tue ispirazioni e il tuo istinto. Sotto il profilo psicologico, che amo particolarmente, i rapporti e le relazioni all’esterno con i colleghi e internamente la gestione delle risorse umane come giocatori e organi societari a cui devi riferire per i risultati ottenuti o meno”.

La “chiamata” che non ti aspettavi e che poi è arrivata?

“Dopo il Francavilla, sono stato contattato da una cordata che doveva rilevare il Bari in Serie D. All’inizio infatti pensavo fosse uno scherzo perché non avevo nessun contatto e allacci. La situazione è poi sfumata in quanto questa cordata non è riuscita ad acquisire il titolo sportivo del Bari andato poi a De Laurentiis”.

Un personaggio del mondo del calcio a cui ti senti di dire grazie?

“A essere sincero a tutti, perché ho appreso da tutti. Forse Guglielmo Acri è quello con cui ho rapporti continuativi, ma anche a Daniele Delli Carri e a tanti altri con cui ancora mi relaziono e mi relazionerò in futuro”.

Fare il Direttore sportivo vuol dire anche studiare.

“Certo, ci sono degli esami da fare ma l’aspetto più importante è la passione che va abbinata a un percorso formativo. Quali studi? L’ideale sarebbe avere conoscenza giuridiche, finanziare e anche psicologiche”.

Adesso che ha Francesco Marino?

“Fino al 2017 ho lavorato costantemente, ho declinato il rinnovato con la società, ho avuto altre offerte che però non mi convincevano: e adesso guardo le partite, anche a causa di un momento delicato a livello mondiale. Momento che rende comunque difficile lavorare per varie ragioni: intanto i campionati sono ‘falsati’ nel senso che stare fermi mesi interi, riprendere, fermarsi di nuovo, cambiare i format dei campionati, può alterarne l’andamento. Poi c’è l’aspetto economico: è difficile fare trattative, specie in D, dove le sponsorizzazioni mancano e crollano i fatturati. Speriamo si torni alla normalità per tutti e anche per me, riuscire a trovare qualche opportunità che mi convinca”.

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