Coppa Italia

Il bello della Coppa Italia

Maggio mese di verdetti sportivi, il periodo in cui si cominciano a tirare le somme della stagione, a tracciare i bilanci. Per il calcio italiano il primo verdetto 2018 è stata la Coppa Italia: in campo Juventus e Milan. Il trofeo è stato alzato dai bianconeri che stanno frantumando record su record questa infatti è la quarta Tim Cup consecutiva.

Tralasciando l’aspetto strettamente tecnico, se conoscete Postcalcium sapete che amiamo parlare di quello che si vede poco, dei dettagli prima, durante e dopo la partita.

Dunque, cosa ha lasciato in eredità la Coppa Italia?

Noi l’abbiamo vista così:

  1. Buffon e Donnarumma: il presente e il futuro del calcio italiano. Il portierone bianconero tra qualche settimana deciderà se appendere i guanti al chiodo oppure continuare a difendere la porta di qualche squadra (la Juventus?). Nel caso in cui opterà per la prima, è già pronto il degno erede: Gianluigi (un nome una garanzia a quanto pare…) Donnarumma. E? Vero che nel corso della finale ha fatto il bello e il cattivo tempo ma che sia un talento è innegabile. Non è la prima volta che salva il Milan da gol praticamente fatti; capita di sbagliare (anche in modo grossolano) però non si può dimenticare quanto fatto. Per Buffon lo stesso discorso: qualche gol subito di troppo non intacca certo la sua splendida e trionfante carriera.
  2. Donnarumma e Dybala: ecco il bel tempo di Gigio per il Milan. Il duello con il 10 bianconero è durato tutto l’arco della gara. Parate spettacolari su tiri altrettanto spettacolari. Riprendendo quanto accennato sopra: se non parava i tentativi di Dybala, quanto gol avrebbe preso il Milan??? Dybala talento, Dybala schiappa. Una via di mezzo no?!? Anche lui ha toppato in partite determinanti ma ha salvato la Juventus parecchie volte. Sta arrivando all’età della maturazione calcistica, e ci arriverà nel modo migliore: la sua testa è sulle spalle più di suoi tanti colleghi, questo fa e farà la differenza.
  3. Gennaro Gattuso: entra in campo per spingere i giocatori sotto gli spogliatoi fine primo tempo.  I giocatori infatti stavano protestando per una punizione non concessa ai rossoneri. Ecco, il gesto del tecnico è segno di grande sportività e genuinità, proprio com’è “Ringhio”. Ma non finisce qui: a fine partita il tecnico del Milan ha fatto un grande bagno d’umiltà dichiarando: “… la squadra è giovane, anch’io sono giovane […] Dispiace per i tifosi arrivati fin qui”. Applausi a scena aperta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.