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Pallavolo Teatina, chiacchiere sotto rete

Quando abbiamo parlato del Giuliano Teatino e con i ragazzi di Abruzzo Calcio Ignorante, volevamo far conoscere la nostra terra, la nostra regione: l’Abruzzo.

Ovviamente non di solo calcio vive lo sport, ragion per cui oggi ci spostiamo in un palazzetto con una rete al centro dove ogni fine settimana si gioca un campionato, quello di Serie B2 di pallavolo.

Nel dettaglio: siamo andati a trovare le ragazze della Pallavolo Teatina e il suo presidente Simon Brunn Schulte Wissing.

Presidente raccontiamo la storia di questa società.

“Tutto nasce nel dicembre 2006. Il sottoscritto, all’epoca 24enne, giocava a pallavolo in B1, a Chieti, e decise di creare una società con la quale organizzare camp estivi e manifestazioni dirette ai giovani. Al suo fianco vi erano due amici, ovvero Mariano Costa (nostro attuale consulente esterno per la preparazione atletica) e Vincenzo Ottalagana (attuale scoutman della Sieco Service Impavida Ortona di A2 maschile). Poi, nell’estate 2007, l’amico Roberto Sambenedetto mi convinse ad allestire una squadra, con la quale giocare un campionato. Lì ci fu la prima svolta nella storia della società: Mariano e Vincenzo ne uscirono e io, che per puro caso svolgevo le funzioni di presidente, iniziai ad occuparmi da solo, e in prima persona, della società. Non potendo fare anche l’allenatore chiesi un favore a un amico di famiglia, Alceo Esposito, che fu il primo tecnico nella storia della Pallavolo Teatina: vincemmo al primo tentativo il campionato di seconda divisione, con una squadra composta da ragazze locali, prese qua e là, tra le quali vi era anche Erica Sambenedetto, figlia di Roberto, che è stata il nostro capitano fino alla B2, vincendo tutti i campionati con la maglia della Teatina. Due anni dopo vincemmo anche il campionato di prima divisione, con un innesto fondamentale in società: Alessandro Fusco. Con Alessandro vi fu da subito una grande intesa, sia umana che professionale, lui svolgeva il ruolo di team manager e direttore sportivo, a stretto contatto con le ragazze, mentre io mi occupavo più del lato commerciale e comunicativo. Con questa struttura siamo arrivati a vincere il campionato di serie C, ma nel primo anno di B2 vi è stato l’altro momento spartiacque nella storia di questa società. Tutto ciò che poté andare storto andò storto: il main sponsor che ci aveva promesso 80.000 euro ci piantò in asso, in società nacquero parecchie divisioni, Alessandro Fusco decise di andarsene e anche nello spogliatoio la situazione era molto tesa. Siamo riusciti, nonostante tutto, a difendere la categoria, ma dall’anno successivo abbiamo dovuto rifondare la Pallavolo Teatina, richiamando in panchina Alceo Esposito perché persona seria, di cui ci fidavamo e che è un’instituzione a Chieti per quanto riguarda la pallavolo. Ora siamo al nostro quarto anno in B2, lottiamo per salire in B1, ma stiamo ancora finendo di pagare i danni, economici ma anche morali, di quella prima, maledetta stagione in serie B: solo da poco, lentamente, abbiamo iniziato a recuperare la credibilità e l’appoggio di Chieti”.

Da quanto tempo è al vertice di Pallavolo Teatina? Un bilancio della sua gestione?

“Sono al vertice di questa società da sempre, avendola fondata io. Il bilancio non può che essere positivo, visto che in 12 anni siamo passati dalla Seconda Divisione a una B2 di vertice. Ho certamente commesso degli errori, dovuti principalmente alla giovane età e quindi all’inesperienza, ma posso dire di non aver mai sbagliato in cattiva fede, e di aver cercato sempre di essere chiaro e coerente, con tutti. Ripeto, errori ce ne sono stati, anche grandi, ma pian piano ne stiamo uscendo. Ai risultati della prima squadra si sono aggiunti ultimamente anche gli ottimi risultati del settore giovanile, sul quale abbiamo cominciato a lavorare realmente solo da questa stagione ma che ci regala già grandi soddisfazioni e ci pone una domanda: se stiamo andando così bene impiegando poco tempo e poche risorse, dove potremmo arrivare se ci impegnassimo ancora di più?”.

La pallavolo abruzzese, qual è il suo stato di salute?

“Sarò assolutamente sincero, e purtroppo non posso che dire che lo stato di salute della pallavolo abruzzese è pessimo. Abbiamo pochissimi allenatori di livello, soprattutto nei settori giovanili, con le conseguenze nefaste che è facile immaginare. Poi nell’ambiente del volley, come in molti altri ambiti della società italiana, vige uno spietato clientelismo, è inutile negarlo. Altro problema fondamentale: mancano giocatrici e giocatori locali che possano reggere un campionato di livello superiore. Parlo per la realtà femminile, che conosco meglio, e porto l’esempio della mia società, che è costretta a mettere a libro paga nove atlete da fuori regione, perché in Abruzzo non ce ne sono abbastanza. E quelle poche che ci sono, spesso non hanno effettiva cognizione del loro valore. Ma questo ovviamente non è colpa loro, bensì di chi le ha allenate e dirette. Unica eccezione nel panorama femminile regionale è Simone Di Rocco, allenatore dell’Altino, unico tecnico capace di scovare ragazze giovani abruzzesi e di trasformarle in giocatrici vere. Il quadro insomma è negativo, anche se i numeri dei praticanti sono sempre molto alti. Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche per migliorare questa situazione”.

Siete iscritti al campionato di Serie B2, come si presenta il vostro girone?

“Mi ricollego alla domanda di prima, per esporre un altro problema della pallavolo, stavolta non a livello regionale bensì nazionale. Quest’anno, per la prima volta, si è proceduto a un parziale rimescolamento dei gironi, unica maniera per porre fine a situazioni ormai cristallizzate ed evidenti. Faccio alcuni esempi concreti. Noi della Pallavolo Teatina, assieme a Orsogna e a Ladispoli, stiamo facendo un campionato a parte, ai vertici del girone G, al cospetto di squadre laziali, umbre e sarde: ma se fossimo capitate nel girone H, dove militavamo lo scorso anno, saremmo state lì a lottare assieme a molte altre squadre, quasi tutte pugliesi, come Castellana Grotte, Oria, Noci e Mesagne. Sempre nel girone H, c’è un’altra abruzzese, il Giulianova, che soffrirà molto per raggiungere quella salvezza che io le auguro con tutto il cuore di centrare e che avrebbe raggiunto senza particolari affanni se fosse capitata nel nostro girone. Ad eccezione dell’ottima Castelbellino, le squadre marchigiane sono agli ultimi posti del girone H, mentre le pugliesi dominano. È evidente una tendenza generale, in cui più vai a Sud e più girano soldi, le squadre sono più forti ma è anche più alto il rischio che uno sponsor non paghi e che quelle squadre si ritirino dal campionato. Giocare al Nord è molto più semplice, ma non per il radicato luogo comune basato sulla presunta maggior serietà dei settentrionali: semplicemente perché più sali, più i costi scendono, in campionati che molte società affrontano con squadre giovanili e con trasferte tutte molto brevi, spesso ridotte all’interno di un’unica regione. Se fossimo capitati, ad esempio, nel girone C dell’attuale B2, avremmo già un piede e mezzo in B1. Questo dislivello è chiaramente un problema e bisogna intervenire quanto prima per eliminarlo”.pallavolo

Qual è lo spirito che contraddistingue la squadra?

“Al centro di tutto per noi ci sono le ragazze, le nostre giocatrici. Ogni decisione che prendiamo, ogni mossa che facciamo è in loro funzione, e non è un caso se le ragazze che stanno da noi sono tutte contente, specialmente quest’anno, e vogliono rimanere a Chieti, perché noi cerchiamo di seguirle in tutto e per tutto, in ogni loro esigenza. Poi per la nostra società e per lo spirito che la contraddistingue, è stato importantissimo l’ingresso di Giustino Angeloni, che ha trasmesso a tutti quel senso di attaccamento alla città e ai colori cui teniamo tanto. I valori prima di tutto: io stesso a volte non do il buon esempio, esagero con le proteste, mi attacco con gli arbitri, ma poi faccio ammenda e chiedo scusa. Vogliamo lo stesso dalle nostre giocatrici: correttezza, serietà, onestà di riconoscere i propri errori e di imparare da essi”.

Obiettivi per la stagione 2018/19?

“Dopo la prima giornata del girone di ritorno siamo secondi a -2 dalla capolista Orsogna, con tredici vittorie e una sola sconfitta. È inutile nasconderci: proveremo fino all’ultimo a conquistare la serie B1, con il primo posto o attraverso i playoff”.

 

Un pensiero su “Pallavolo Teatina, chiacchiere sotto rete

  1. Buon racconto molto obiettivo, Signor Presidente Simon! Una storia fatta di molte storture ma anche ed ora in particolare, di molti pregi e buoni risultati. Purtroppo a questi livelli molte società, non solo di pallavolo, vivono di brevi periodi o per cosi’ dire per brevi cicli, in cui si sente la mancanza di veri manager, appassionati e fiduciosi sia per sé che per gli altri. Un esempio mi viene dalla pallavolo maschile di pochi decenni fa, oppure dalla pallacanestro femminile, dove nonostante si fosse raggiunta la serie A1 , pochissimi andavano a vedere le partite ed alla fine si è squagliata come neve al sole. L’intervista mi pare un po’ passata, perchè la pallavolo Teatina ora non si batte per i play off, ma per la vittoria in campionato e il passaggio in diretta in serie superiore. Io sto seguendo la pallavolo solo da questo anno, e mi sono accorto da subito le grandi potenzialità di tutte le giocatrici e lei, presidente Simon, ha tutte le possibilità di risanare la società e riportare la pallavolo alla continuità gloriose che hanno le squadre dell’Emilia Romagna, della Toscana e altre del Nord, dove, obiettivamente, questo sport e non soo questo sport, non vive di sole brevi stagioni. Dajje mo’ ed anche dopo, egregio, presidente!!! Un saluto a tutte le bellezze in campo!!!

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