“Sport in carcere”: le regole per la libertà

Sport-in-carcere-Chieti

di ARIANNA IANNOTTI

Lo sport entra in carcere e diventa un’attività di riabilitazione. Tornei di calcio a 5 e pallavolo si svolgeranno nel penitenziario di Madonna del freddo a Chieti grazie a un innovativo progetto chiamato Sport in carcere. L’attività sportiva si svolgerà due volte a settimana all’interno della cinta muraria dell’istituto di via Ianni grazie a un protocollo d’intesa sottoscritto dalla direttrice della struttura, Giuseppina Ruggero, e dal presidente regionale del Coni, Enzo Imbastaro. Il penitenziario teatino è il terzo in Italia ad ospitare un’iniziativa del genere, “di importanza fondamentale per chi è privato della libertà – ha sottolineato la Ruggero – sia dal punto di vista del recupero della persona, che da quello dell’acquisizione del rigore. Importantissimo, inoltre, nel caso di detenuti tossicodipendenti, per evitare ricadute nella droga”. Dopo Bologna e Roma, dove il progetto Sport in carcere è già partito, c’è dunque Chieti ad assicurare una sana attività motoria per i detenuti, che hanno aderito in massa al progetto. L’attività fisica sarà coordinata da personale specializzato messo a disposizione dal Coni. Responsabile dell’attività motoria in carcere è il docente di educazione fisica, Ennio Marianetti. Il torneo di calcio a 5 è riservato ai detenuti maschi che potranno cimentarsi anche in attività a corpo libero, le donne, invece, potranno invece prendere parte a un torneo di pallavolo e fare attività aerobica. Viste le strutture a disposizione, di più non si poteva fare. “Lo sport insegna il rispetto delle regole e in un ambiente come questo è un aspetto fondamentale – ha detto il presidente Imbastaro – Inoltre una buona condizione fisica migliora i rapporti tra le persone ed è molto importante sotto l’aspetto sanitario. Il nostro obiettivo è allargare l’iniziativa al maggior numero di carceri”. Il progetto si concluderà il 31 dicembre. “Alla fine – ha detto il presidente provinciale del Coni, Gianfranco Milozzi – trarremo le dovute conclusioni e decideremo se riorganizzare nuove iniziative sportive all’interno del carcere anche nel 2015”.

 

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