Verratti-Insigne-Immobile: il Tridente dall’Adriatico all’Atlantico

verratti immobile insigneQuando scende in campo la Nazionale italiana di calcio, il paese si ferma o meglio, rifiorisce specie se i ragazzi del pallone si giocano un Mondiale o un Europeo, il cui prestigio va al di là dei sempli risvolti e significati sportivi. Sulle spalle di chi indossa quella maglia Azzurra, pesano quindi parecchie responsabilità; su di lei in molti fanno affidamento per lanciare messaggi nella speranza che possano arrivare alle orrecchie di chi deve sentire e ascoltare. Un esempio arriva proprio in occasione del Mondiale brasiliano: le due maglie, ovviamente azzurre, con i nomi di Girone e Latorre che il presidente della Figc Giancarlo Abete ha consegnato al Cocer (il sindacato della Marina militare). Un gesto attraverso il quale la Federazione vuole “portare” il Brasile i due marò da troppo tempo trattenuti in India.

All’ingresso in campo degli 11 azzurri, le note dell’inno di Mameli riempiono il cuore d’orgoglio ed è da sempre un orgoglio verderci rappresentare nel mondo dal pallone nazionale al quale infatti affidiamo le nostre speranze, i nostri sogni e, perchè no, in quei 90 minuti dimentichiamo preoccupazioni, problemi e la crisi che impera nella vita di tutti i giorni. Guardare una partita della Nazionale significa anche veder scendere in campo i migliori calciatori della stagione; quindi, ognuno di noi, trova in azzurro gli idoli della propria squadra del cuore. Poi ci sono quei casi un po’ strani in cui trai 23 scelti per un Mondiale, spiccano nomi che in tanti non si aspettano, nomi sui quali molti sono scettici e poco convinti. A ridosso di una competizione internazionale, sono tanti i rumors, le pressioni e le aspettative di una nazione come l’Italia dove un po’ tutti ci sentiamo commissari tecnici e amiamo discutere su quale sia la formazione ideale da mandare in campo. E proprio per questa nostra attitudine, tanti sono stati i casi di convocazioni contestate da media e tifosi. Qualche esempio? 1982: Enzo Bearzot fu attaccato per aver convocato Paolo Rossi e lasciato a casa bomber del calibro di Beccalossi e Pruzzo; oppure Marcello Lippi al centro delle contestazioni nel 2010 per non aver portato in Sudafrica Cassano e Balotelli. Quest’anno tocca a Cesare Prandelli essere nel mirino delle critiche per aver escluso dai 24 azzurri Rossi preferendo Insigne e Verratti.

Premesso che, secondo me, le scelte di un allenatore vadano accettate (è lui che vede la forma fisica e pschica dei giocatori), questa volta mi sbilancio e dico: sono orgogliosa di vedere Marco Verratti indossare la maglia azzurra. Il motivo è presto svelato: Marco è di Manoppello, cittadina in provincia di Pescara, io sono di Pescara… due più due fa sempre quattro! E’ un orgoglio immenso solo il pensare che un calciatore della tua città sia arrivato tanto in alto anzi, direi all’apice della scala; dopo aver toccato la Nazionale di calcio della propria nazione, che puoi desiderare di più? Sinceramente non avrei mai immaginato di provare certe emozioni invece, la convocazione di Verratti mi ha smentito. Il bello poi, è che l’orgoglio si raddoppia, anzi si triplica vedendo che in Brasile ci sono anche Ciro Immobile e Lorenzo Insigne.tridente

Verratti-Immobile-Insigne: il trio delle meraviglie della Pescara calcio targata Zeman. Tre piccoli grandi fenomeni che hanno permesso al Delfino biancazzurro di tornare in serie A dopo 20 anni… Marco Verratti oggi stella del Paris Saint Germain e miglior giovane del campionato francese, Lorenzo Insigne leader della splendida stagione del Napoli e Ciro Immobile capocannoniere della serie A con la maglia del Torino, ora ceduto al Borussia Dortmund. L’idea di un’Italia così “pescarese” non mi era mai balzata in mente; eppure per questo Brasile 2012 è una realtà, e che bella realtà per me, come credo per tutti gli abruzzesi. Insigne e Immobile non hanno origini abruzzesi anche se, con il matrimonio celebratosi a Bucchianico (provincia di Chieti) lo scorso maggio, Immobile un po’ di sangue d’Abruzzo lo ha preso! Al di là di questo, la città di Pescara (soprattutto) ha adottatto i due ragazzi di Torre Annunziata e Napoli; per noi quel trio, Verratti-Immobile-Insigne, sono il simbolo della città adriatica che con loro e grazie a loro ha vissuto un’annata incredibile. Per noi pescaresi rimarranno nella memoria storica, come quelle formazioni che non dimentichi mai e, immaginare che anche solo per 10 minuti mister Prandelli possa schierarli tutti e tre insieme in una partita Mondiale, sfumerebbe quell’azzurro Nazionale in un tenue e dolce ricordo (bianc)azzurro.

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