Capitano, mio Capitano!

fascia-da-capitanoLa storia di un campione, di quelli con la “C” maiuscola come quella di Capitano: una semplice parola, come tante nel nostro italiano, che racchiude però significati enormi.

Tra le varie definizioni del dizionario Treccani, il Capitano è il “capo, guida e in genere chi è preposto agli altri”. Sempre il Treccani, ne dà anche una definizione sportiva: “Giocatore responsabile della disciplina dei suoi compagni di squadra durante lo svolgimento di una partita: è, in genere, l’atleta che ha preso parte al maggior numero di partite disputate dalla squadra”.

Definizione impegnativa, legata a un dovere di “responsabilità” e “disciplina” nei confronti dei compagni di squadra cioè di altre persone. Beh, non deve essere semplice diventare un punto di riferimento per la propria squadra, la persona che ne fa le veci in campo, che nei momenti belli alza per primo il trofeo e nei momenti brutti è il primo a metterci la faccia. Io li invidio personaggi così, la loro forza interiore e caparbietà, personalmente non riuscirei a guidare un gruppo, mi perderei…

Eppure qualcuno ha doti innate per questo ruolo, sembrano siano nate per essere leader cioè avere quel quid in più capace di venir fuori nei momenti giusti.

Da quando seguo il calcio, ne ho conosciuti tre di calciatori che ritengo “Capitani” in ogni senso: Paolo Maldini, Alessandro Del Piero e Xavier Zanetti; Milan, Juventus e Inter: i colossi della Serie A, i tre club che rappresentano da sempre il calcio italiano all’estero. Ecco, per me (e non solo) loro rappresentano l’essenza dell’essere la giuda di una squadra. Per chi vive il mondo del pallone in lontanza, non è facile capire certi meccanismi ma per chi lo vive intensamente si rende subito conto che quel personaggio, quell’atleta può e sarà la bandiera di squadra e tifosi. Ecco, anche bandiera è un termine semplice che racchiude importanti significati: quel vessillo, quel “pezzo di stoffa” che sventola più in alto di tutti, rappresenta uno Stato, una nazione; allo stesso modo la bandiera calcistica rappresenta una società, una squadra e i tifosi. Spesso il “Capitano” e la “bandiera” coincidono proprio come Maldini, Del Piero e Zanetti: i leader delle tre squadre più importanti d’Italia.

PAOLO MALDINI: 25 anni al Milan, recordman di presenze in Serie A: 647. Conta 26 gettoni in Nazionale. Maglia numero 3 ritirata dalla società rossonera. 

ALESSANDRO DEL PIERO: 19 anni alla Juventus, squadra con la quale detiene il record di marcature: 290 reti. Secondo nella classifica dei migliori goleador italiani con 345 segnature. 

XAVIER ZANETTI: 19 anni all’Inter, giocatore straniero con il record di presenze nel campionato italiano: 614. Con la Nazionale argentina ha totalizzato 145 partite. 

Numeri che solitamente appaiono freddi e asettici che dicono tanto sulla carriera di un calciatore ma poco del suo carattere e della sua persona. Eppure questi numeri dicono molto ai tifosi: rappresentano il senso di appartenza e di “attaccamento alla maglia” che, secondo qualcuno, non esiste più e spesso al centro di contestazioni quando si verificano cessioni illustri (ricordo il passaggio di Alessandro Nesta dalla Lazio al Milan). “Attaccamento alla maglia” che Maldini, Del Piero e Zanetti hanno dimostrato fino alla fine: Del Piero scese in Serie B nella stagione 2006/2007 decidendo, da Capitano e bandiera, di non lasciare la squadra nei momenti difficili. Maldini che tuttora fa sentire la sua voce in un periodo non proprio idilliaco per i rossoneri. Zanetti che il 10 maggio scorso ha disputato la sua ultima gara con la maglia nerazzurra dopo esser passato tra mille ombre e poche luci.

Uomini che non sono mai andati sopra le righe ma attraverso poche e concise parole, hanno espresso le loro opinioni e fatto sentire la loro presenza. Atleti che in campo non si sono mai tirati indietro anzi, sempre in preda a una voglia fanciullesca di scendere in campo. Campioni e Capitani amati e rispettati in stadi avversari nazionali e internazionali. Sì, perchè è facile essere idiolatrati in campi amici ma quando esci da un Bernabeu con applausi a scena aperta, vuol dire che hai fatto davvero la differenza. Sì, perchè loro i Campioni e Capitani, le bandiere non hanno solo “la responsabilità dei suoi compagni di squadra” ma soprattutto fuori dal terreno di gioco: sono un esempio per i giovani tifosi che vanno allo stadio con le loro maglie, per i giovani che iniziano a giocare nei piccolo campi sognando di diventare come Maldini, Del Piero e Zanetti.

Quando un giocatore di calcio arriva a toccare quei livelli, non esiste più differenza di colore, non esiste sfottò ma rispetto, ammirazione e stima verso qualcuno che è riuscito a esprimere i veri valori dello sport, qualcuno che ha davvero amato il calcio.

Maldini, Del Piero e Zanetti, persone quindi con una dote particolare: trascinare energicamente e silenziosamente la propria squadra verso i trionfi e risalire la china dopo gli insuccessi. Come? Con il sacrificio e l’impegno, gli unici elementi che fanno di un calciatore il campione che sventola la bandiera con la fascia da Capitano al braccio.

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