Cina Simone Berardi

Simone Berardi: i cinesi hanno voglia di calcio

Da Pescara a Fuzhou, dall’Italia alla Cina. E’ questo il viaggio che Simone Berardi, allenatore degli Esordienti del Delfino classe 2004, fresco vincitore dei trofei giovanili  Decò di Termoli e Epseria Cup  nonchè responsabile del settore giovanile della Pro Calcio Italia,  con Con lui Filippo D’Alesio e Luca Papa, ha affrontato inizio mese. Un viaggio inserito all’interno del progetto Football Town Program, che mira a esportare il calcio italiano nello stato orientale.

Simone in questa intervista ci racconta l’esperienza che sta vivendo in Cina in questi giorni.

 In cosa consiste il “Progetto Cina”?

“Il progetto Cina rientra in primis nella volontà del presidente Cinese Xi Jinping di sviluppare il calcio, fin dall’età giovanile, con un piano governativo  che ha come obiettivo la creazione di accademie calcistiche e l’inserimento del calcio negli orari scolastici. L’intenzione è quella di allevare nuovi talenti così da poter competere a livello mondiale nell’arco di alcuni anni. Nello specifico il nostro progetto Camp Football Trainer rientra in una collaborazione tra la Pescara Calcio e la capitale Fuzhou che conta quasi 7 milioni di abitanti. Questo progetto intende svilupparsi anche in ambito commerciale ed economico”.

 Da quanto tempo e per quanto resterai in Oriente?

“Siamo arrivati a Fuzhou il 2 luglio e resteremo sino al 31 luglio, dunque un mese”.

 Qual è il tuo ruolo all’interno del Football Town Program?

“Il mio ruolo insieme ai due istruttori che mi accompagnano è quello di sviluppare attività sul campo per 100 bambini circa al giorno; un vero e proprio Camp!”.

 I cinesi e la voglia di calcio italiano: Inter, Milan e ora Pescara.

“I cinesi hanno molta voglia di imparare, ci vedono come un modello,  ci trattano come delle star, per loro siamo un esempio da seguire!”.

piccoli calciatori cinesi con Berardi

piccoli calciatori cinesi con Berardi

 Come definiresti il calcio cinese?

“Beh, non abbiamo visto molto in due settimane, ma ci pare di capire che sono abbastanza indietro rispetto all’Occidente, ecco perchè stanno intensificando le loro conoscenze”.

 Quanto può essere importante per il calcio italiana e per quello cinese un simile progetto?

“Per il calcio cinese significa scoprire nuove realtà affidandosi all’eccellenza Italiana, al nostro sapere, alle nostre conoscenze, per l’Italia significa esportare il Made in Italy e battere la concorrenza di Spagna e Germania”.

 Cosa ti manca dell’Abruzzo?

“Ovviamente la famiglia, e poi il cibo, ma non eccessivamente, perchè stando qui da alcune settimane, ho avuto modo di sfatare personalmente alcuni tabù e luoghi comuni che nutrivo verso questo popolo, apprezzandone abitudini e piatti… Detto questo, sono abruzzese e i nostri arrosticini non si battono!”.

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