Velina Rasetta

Velina Rasetta, la Femminile Pescara e la Serie B

Dietro una scrivania in quanto presidente ma essere in prima linea quando le tue ragazze scendono in campo per giocare un match di campionato. Stiamo parlando di calcio femminile, dell’Asd Femminile Pescara Saponeria-Unigross e della sua presidente Velina Rasetta. Con lei abbiamo parlato del movimento, della squadra e del torneo di Serie B che le abruzzesi stanno disputando.

Velina Rasetta presidente di una squadra di calcio femminile come è avvenuto l’incontro?

“Il calcio mi è sempre piaciuto. In passato mi sono molto divertita insieme alle amiche con le quali organizzavo qualche partita. Sono entrata nel mondo del calcio femminile grazie alla passione di mia nipote Sofia Di Febo, che gioca nella nostra squadra”.

Secondo lei, negli ultimi 5 anni, cos’è cambiato nel movimento?

“Il settore sta crescendo anche se in Italia siamo molto in ritardo sotto ogni punto di vista. Mi auguro che presto il gap con le altre nazioni venga colmato e ciò può avvenire solo con collaborazione e la determinazione di tutti gli addetti ai lavori”.

Che campionato è quello attuale per le ragazze biancazzurre?

“Da quest’anno i nostri colori sociali si sono modificati in rosso e verde per poter meglio rappresentare i nostri main sponsor. Il campionato di Serie B nazionale è difficilissimo e la differenza di categoria, rispetto ad un campionato regionale, è tanta. Il nostro girone, quello centro-nord, è ad altissimo tasso di qualità sia tecnica che fisica”.

La Serie B, in generale, quali aspetti sta mettendo in risalto? 

“La cosa che maggiormente ho notato in questi mesi è che, anche in questo campo, tra Nord e Sud c’è una netta distanza. Ad esempio ci siamo scontrate con squadre che possono vantare campi di proprietà, mentre ce ne sono altre che addirittura fanno fatica ad avere a disposizione un campo intero dove poter effettuare gli allenamenti”.

Punti di forza e debolezza del calcio femminile rispetto a quello maschile?

“A mio parere il punto di forza del calcio femminile, rispetto a quello dei colleghi maschi, è che gli animi sono molto ma molto meno accesi. Nel calcio la fisicità ha la sua importanza e le donne, in generale, sono diverse sotto questo aspetto dagli uomini. L’unica debolezza che si può annoverare al calcio femminile viene dall’esterno: c’è ancora troppa poca considerazione verso il movimento”.

La Scuola calcio femminile a Pescara, come procede il progetto?

“Bene, le bambine sono molto entusiaste e si divertono. Ci auguriamo che tra loro ci sia la nuova stella del calcio femminile e che porti in alto il nome di Pescara e dell’Abruzzo. Con la Pescara Calcio siamo stati i ‘pionieri’ di una Scuola calcio per sole bambine, ma speriamo che nei prossimi anni ne nascano anche delle altre”.

Un desiderio per il 2017?

“Speriamo che la scuola calcio vada sempre meglio e di ottenere dei buoni risultati dal Progetto Scuola che è appena partito sempre in collaborazione con la Pescara calcio”.

 

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