Arianna Di Francesco

Arianna Di Francesco: io, la danza e “Amici”

Arianna Di Francesco, abruzzese, con la danza che si muove con lei sin dalla nascita la sta portando in alto. Tutto è cominciato con la partecipazione ad Amici 15

Arianna, ci racconti come sei approdata alla trasmissione di Maria De Filippi?
“La mia esperienza ad Amici 15 è iniziata come per tutte le migliaia di persone che hanno il desiderio di entrare nel programma. Ho partecipato ad un’infinità di provini in cui mano a mano mi trovavo ad essere in un gruppo sempre più piccolo di ipotetici partecipanti. Durante i mesi di provini vivevo da sola a Firenze (dove studiavo con insegnanti del calibro di Eugenio Buratti, Victor Litvinov, Maria Rosa Villoresi, Alessio Barbarossa…) e dovevo continuamente spostarmi in treno ogni volta che arrivava la tanto attesa chiamata della redazione del programma. Sono stati mesi in cui ho provato un’infinità di emozioni, in modo particolare durante la settimana di Amici Casting in cui ho vissuto 24 ore su 24 con gli altri ragazzi che come me aspettavano di sapere chi avrebbe formato la classe di Amici. Ho vissuto quella settimana al massimo, dando il mio meglio e ambientandomi con serenità a quel nuovo ambiente tanto ambito che è la televisione. Purtroppo l’ultimo giorno di quella settimana, ovvero la prima puntata di Amici 15 in cui si venne a formare la nuova classe, è terminato con il mio viaggio di ritorno a Firenze. Determinata e forte come sempre ho preso quell’esperienza come un piccolo punto di forza per continuare a lavorare e così è stato. Sono tornata a Firenze e ho continuato a dedicarmi a ciò che più amo senza mai fermarmi, finché un giorno di Gennaio le cose cambiarono di nuovo. Ero in autobus a Firenze di ritorno da scuola(frequentavo il quinto anno del liceo linguistico ad una scuola serale per via dei corsi di danza) e mi arrivò una chiamata. Il giorno dopo quella chiamata la mia esperienza ad Amici 15 ebbe inizio”.

Che esperienza è stata?
“È stata un’esperienza dalle mille e una sfaccettature. Ho provato più emozioni in quei mesi che in molti altri al di fuori del programma. È stato un periodo con un sovraccarico di pensieri e sensazioni che sono sicura di non poter ricordare completamente. Ho conosciuto una competizione sfrenata, a volte fin troppo, e ho imparato a tirarmene fuori nel momento in cui quella competizione non poteva più essere definita come ‘sana’. Ho visto cosa davvero c’è dall’altra parte dello schermo e ho risolto molti di quei dubbi che si creano in famiglia, a tavola, guardando un qualsiasi programma televisivo. Ho lavorato, in silenzio, come sono sempre stata abituata a fare e ho pianto quando alcune situazioni venivano portate oltre il limite. Sono stata bombardata di motivi per crollare ma me ne sono sempre data uno in più per non farmi abbattere. Questa è stata la mia forza e sempre lo sarà. È questo ciò che mi piace sempre consigliare a chiunque come me stia inseguendo i propri obiettivi. Questa forza la devo a mia madre e mio padre”.Arianna Di Francesco

Come nasce la passione per la danza?
“La passione per la danza non è mai ‘nata’ in me, ma potrei dire che la danza sia nata insieme a me. Sono figlia di due ex ballerini professionisti, ora entrambi insegnanti, coreografi e direttori delle due sedi della Scuola D’Arte New Step. È facile capire il perché io abbia iniziato a danzare sin da neonata. È un mondo in cui mi sono ritrovata senza dover chiedere o scegliere nulla e che mi ha spesso portato ad interrogarmi su cosa avrei potuto scegliere se non fossi stata figlia dei miei genitori. La risposta non è stata difficile: avrei scelto sempre e comunque la danza, è ciò che mi riesce meglio. Ho provato moltissime volte ad immaginare una vita diversa, degli obiettivi diversi, dei sacrifici diversi o delle aspirazioni diverse ma senza mai essere in grado, nemmeno con la fantasia, di creare un qualcosa di diverso da ciò che è la mia vita oggi. Mi sono resa conto giorno per giorno di quanto io sia fortunata ad avere due genitori come i miei, che sono sempre stati la mia carica più grande in tutti i passi, di danza o meno, che io abbia fatto. La ‘passione’ per la danza preferisco definirla come la ‘cultura’ alla quale mi sono sempre aggrappata ma d’altronde ‘La strada è quella’, esattamente come mi sono incisa sulla pelle. Non ho scelto di far parte di questo mondo: ho semplicemente scelto di rimanerci”.

Cosa ti ha lasciato, a livello professionale, la partecipazione alla trasmissione tv?
“La partecipazione al programma mi ha lasciato molte cose, alcune negative ma sicuramente anche altre positive. A livello professionale posso sicuramente poter dire di aver imparato molto sul mondo della televisione, a prescindere dal modo in cui io abbia deciso di approcciarmi ad esso. Questo programma è stato un processo di rafforzamento e di autoconoscenza molto intenso, un processo che mi ha portato ad affrontare le mie esperienze lavorative in modo ancora più tenace e determinato di quanto non facessi già prima”.

Quali impegni hai attualmente? Sogni per il futuro?
“Attualmente sto vivendo e studiando a Tel Aviv (Israele), in quanto selezionata ed ammessa al Maslool Professional Dance Program diretto dall’assistente di Preljocaj, Naomi Perlov. Ho deciso di prendermi un altro anno per scoprire, studiare e avvicinarmi a un lato del mondo della danza al quale non mi ero ancora approcciata. Per quanto riguarda i miei progetti futuri ho circa un milione di sogni da realizzare ma tra i più grandi c’è quello di lavorare in una compagnia di danza che mi permetta allo stesso tempo di viaggiare e arricchirmi giorno per giorno. Tra 20 anni mi vedo di nuovo a casa, dopo aver realizzato gran parte dei miei sogni, a portare avanti ciò che i miei genitori hanno creato e amato nel modo più intenso possibile, perché se sono ciò che sono e se ogni giorno posso vivere il mio sogno è solamente grazie a loro, a cui devo tutto”.

 

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