Silvia Chiellini: “Da grande vorrei giocare in Serie A”

chielliniQuando in famiglia lo sport la fa da padrona, è difficile per le generazioni future resistere. E’ un discorso che vale per tutte le discipline (vedi le cugine Kostner tra sci e pattinaggio sul ghiaccio) figuriamoci se si parla di calcio! Esempi? I fratelli Inzaghi, i fratelli Baggio oppure padre e figlio Vieri, Valentino e Sandro Mazzola e i fratelli Chiellini o meglio fratello Giorgio e sorella Silvia. Già, perchè Giorgio Chiellini, difensore della Juventus e della Nazionale, ha una sorella, Silvia, difensore nell’Asd Calcio Femminile Livorno militante nel campionato di serie C girone A.

A lei ho voluto dedicare questo articolo anche per farci raccontare qualche curiosità…di famiglia.

Silvia, togliamoci subito la domanda scottante: quanto pesa il cognome Chiellini?

“Non pesa per niente. Anzi, sono orgogliosa di avere questo cognome e soprattutto di avere un fratello importante come Giorgio senza dimenticare gli altri due fratelli ugualmente importanti per me”.

Due calciatori in famiglia, mamma e papà che dicono?

“Mamma e babbo sono contenti di avere due figli calciatori. In realtà per me all’inizio è stato un po’ più complicato perchè non erano proprio d’accordo in quanto consideravano il calcio uno sport maschile…”.

Parlaci del campionato del tuo Livorno e della Silvia calciatrice

“Per il Livorno è stato un torneo sfortunato sia per la prima squadra sia per le Juniores perchè abbiamo avuto parecchi infortuni che hanno condizionato il nostro campionato. La prima squadra si trova al 5 posto mentre le Juniores hanno già finito il campionato. Che dire di Silvia calciatrice? Non sono una ragazza che gioca di tecnica come Giorgio ma compenso con grinta, forza e determinazione. Sono un difensore centrale che si adatta bene anche a fare l’esterno. Mi piace correre, non mollo mai ma perdo facilmente la testa”.silvia e giorgio

Giorgio ti ha mai dato consigli sul mestiere?

“Sì, mio fratello mi ha dato molti consigli soprattutto uno: la correttezza sul terreno di gioco”.

Hai avuto un idolo nel mondo del calcio che ti ha spinto a scendere in campo?

“Posso dire che l’idolo e giocatore al quale mi sono ispirata è mio fratello Giorgio, però da piccola ammiravo Pavel Nedved”.

Il calcio femminile in Italia, secondo te che rapporto c’è?

“In Italia, come in altre nazioni, il calcio femminile non è molto considerato. Questo è dovuto principalmente al fatto che esistono ancora dei pregiudizi che considerano il calcio solo come uno sport maschile. Spero che le cose possano cambiare”.

Cosa sogni di fare da grande?

“Vorrei diventare un medico e…giocare in Serie A”.

 

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