Francesco Sini sul podio

Francesco Sini: sogno di correre la mitica 24 Ore di Le Mans

Il brivido della velocità, l’adrenalina di correre e vincere: tutto questo, in sintesi, è l’affascinante mondo della quattro ruote. Ne abbiamo parlato il mese scorso con un post dedicato ai circuiti leggendari della Formula 1. Questa volta abbiamo puntato l’accento su un’altro campionato: il Gran Turismo e lo abbiamo fatto intervistando Francesco Sini campione europeo 2014 della Euro V8 Series.

Ecco cosa ci ha raccontato e, ragazzi, ascoltate i suoi consigli per guidare in sicurezza!

Raccontiamo ai lettori di Postcalcium chi è Francesco Sini

“Sono un ragazzo come tanti con una passione smisurata per i motori. Fin da quando ero piccolo ho avuto la fortuna di far parte di questo bellissimo mondo debuttando con i minikart all’età di 9 anni. Oggi sono pilota e titolare della Solaris Motorsport, scuderia abruzzese che partecipa ai principali campionati Gran Turismo con la bellissima Aston Martin Vantage GT3”.

Da quanto tempo sei pilota?

“Come dicevo ho debuttato in kart all’età di 9 anni e per altri 15 ho continuato al volante dei kart disputando gare a livello nazionale ed europeo; poi sono passato alle auto e in circa 10 anni ho vinto 2 titoli europei, uno con i prototipi e uno nella Euro V8 series, 2 titoli di vice campione italiano di formula junior, la vittoria della World Cup Radical sempre con i prototipi”.

Il successo più bello e la sconfitta più bruciante

“Sicuramente il successo più bello è stato quello ottenuto a Hockenheim nel 2014: grazie a quella vittoria ho conquistato il titolo europeo della Euro V8 Series; è stato molto emozionante perché è stato il mio primo titolo ottenuto con una vettura gestita dal mio team. Inoltre la Camaro è stata da noi costruita bullone su bullone e dunque la soddisfazione è stata per noi ancora maggiore. Ricordo come se fosse ora le lacrime di gioia durante tutto l’ultimo giro di quella pazza gara. La sconfitta più bruciante in realtà non è legata a una gara in particolare ma ad una stagione, quella del 2015 dove purtroppo a causa di una scelta errata abbiamo vissuto un anno molto difficile ottenendo molto meno di quello che ci eravamo prefissati”.

Nel campionato italiano Gran Turismo, guidi una Aston Martin: che emozioni?

“La partnership instaurata con l’Aston Martin Racing è qualcosa che ci rende orgogliosi, rappresentare una casa così importante che è sia un onore che un onere perché bisogna sempre lavorare al meglio per non deludere le aspettative. La vettura è davvero molto performante e il supporto tecnico fornito da Aston Martin mi da la tranquillità di guidare sempre al massimo in tutte le gare di campionato. Diciamo che quest’anno sono riuscito a dimostrare di andare molto forte anche con le vetture Gran Turismo, cosa che lo scorso anno con la Corvette mi era riuscita solo in poche occasioni.Sono certo che il futuro sarà roseo”.Aston Martin

Sei di Fano ma vivi da sempre a Pescara, come mai?

“In realtà sono anche mezzo sardo…Sono nato a Fano perché mio papà lavorava lì, ma già all’età di un anno ci siamo trasferiti a Pescara dove poi ho sempre vissuto. I miei genitori invece sono entrambi sardi quindi il mio cuore è a metà pescarese e metà cagliaritano”.

GT, Formula 3, Formula 4, Formula1: cosa accomuna queste discipline a quattro ruote?

“Sono tutte accumunate dall’adrenalina che trasmettono quando le si porta al limite ma sono tutte molto diverse tra loro nello stile di guida. Le vetture Formula sono auto più leggere, dove si privilegia la velocità di percorrenza in curva e la frenata; le vetture Gt invece hanno solitamente più cavalli (eccezion fatta per la F1), ma sono più pesanti e dunque privilegiano uno stile di guida che sacrifica la velocità a centro curva a beneficio della velocità in uscita per sfruttare al meglio la potenza del motore”.

Hai mai sognato di correre in Formula 1?

“Come tutti i piloti sicuramente è un pensiero che è capitato fare, ma realisticamente ci si scontra con tante problematiche, su tutte quella del budget. Oggi in F1 più della metà dei piloti porta soldi per correre attraverso contratti di sponsorizzazione milionari e noi italiani non abbiamo chance di competere in questo ambito. Un po’ di rimpianto ce l’ho piuttosto nel non essermi buttato prima nel mondo delle 4 ruote ‘grandi’ rimanendo in Kart troppo a lungo; magari oggi avrei fatto una carriera diversa, ma sono comunque contento di quello che ho fatto e il mio sogno resta quello di poter correre un giorno a Le Mans nella mitica 24 Ore…magari con il mio team”.

Facciamo un appello ai giovani circa la sicurezza sulle strade che non sono le vostre piste…

“L’appello che posso fare è di usare sempre la testa, alla fine alla base di tutto c’è questo, cercare di essere prudenti in quello che si fa e capire che certe cose è meglio farle in pista dove gli imprevisti sono certamente minori. Invito i ragazzi a provare ad avvicinarsi alla pista attraverso i corsi di guida sicura e guida sportiva che oltre che utili sono davvero molto divertenti! Un grosso saluto a tutti voi, in particolare ai nostri amici abruzzesi e seguitemi!!!”.

 

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