Elisabet Spina

Elisabet Spina, allenatore da 110/110

Elisabet Spina, già calciatrice di Reggiana, Fiorentina e Rapid Lugano in Svizzera. Ora l’atleta aspetta la sua prima chiamata in panchina. No, non per essere riserva ma per allenare una squadra visto che ha appena ottenuto il patentino da allenatore con il quale può guidare i settori giovanili, le prime squadre fino alla Lega Pro e può essere tesserata come tecnico in seconda nei campionati di Serie A e Serie B.

Da lei ci siamo fatti raccontare le emozioni del corso di Coverciano.

110/110 al corso per Allenatori a Coverciano, complimenti!

“Grazie! Per me è un onore poter essere oggi qui a raccontare di un Corso che ho fatto con molta passione”.

Raccontaci qualcosa del corso e dei colleghi che hanno partecipato con te.

“La scuola allenatori italiana è probabilmente la migliore al mondo, confrontarsi con docenti di altissimo livello permette di mettersi in discussione e di conseguenza di crescere sia professionalmente che umanamente. I colleghi sono stati esemplari, abbiamo condiviso momenti che resteranno indelebili in ognuno di noi”.

Da dove viene la tua passione per il pallone?

“Credo sia innata, almeno ricordo di averla sempre avuta e di averla sempre vissuta in modo estremamente naturale”.Elisabet Spina

Hai giocato anche in Svizzera, com’è la situazione del calcio femminile?

“Diciamo che purtroppo quasi tutti gli altri paesi sono più avanti di noi. La crescita parte dagli investimenti”.

Il campionato di Serie A italiano femminile, chi la favorita per lo scudetto?

“Credo Brescia e Fiorentina”.

Hai una squadra del cuore e degli idoli calcistici?

“Da ragazzina ho sempre tifato Fiorentina e Batistuta e Rui Costa sono stati i miei idoli di sempre. Da giocatrice ho avuto la fortuna di giocare con Silvia Fiorini. È stata un’idolo oltre che una compagna di squadra”.

Ora che sei allenatrice, su quale panchina ti piacerebbe sedere?

“Mi piacerebbe sedere di fianco a un grande allenatore Per poter continuare a confrontarmi e crescere e per il futuro… non si sa mai cosa ci riserverà”.

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