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Premio Rocky Marciano: parola al “Golden Boy” Gianni Rivera

Rocky Marciano, figlio del mondo con radici abruzzesi: Rocco Marchigiano da Ripa Teatina arriva in America e lascia il segno nella boxe internazionale.

E la sua Ripa da 12 anni lo ricorda con il Premio Rocky Marciano, riconoscimento che viene assegnato agli atleti e alle squadre d’Abruzzo che si sono contraddistinti nel corso della stagione sportiva.

Una manifestazione da quest’anno patrimonio culturale della regione Abruzzo che per il 2016 ha visto la partecipazione del numero 10 per eccellenza del calcio italiano: Gianni Rivera, il Golden Boy che ha ritirato il premio per il “Miglior libro sportivo dell’anno”. Rivera infatti è autore della sua biografia dal titolo Gianni Rivera ieri e oggi. Autobiografia di un campione.

Noi c’eravamo, gli abbiamo stretto la mano con tutta l’emozione che ci percorreva, non capita tutti i giorni di poter essere così vicini a un mito come lui!
Vi raccontiamo in pillole alcune “perle” dell’intervista rilasciata ad Alessandro Milan di Radio 24.

Gianni Rivera

Gianni Rivera

Il libro

“Avevo l’idea di impostarlo in un certo modo ma alcuni editori non hanno accettato il tipo di progetto che volevo realizzare e quindi abbiamo fatto tutto in casa. Devo ringraziare mia moglie, artefice della grafica, è anche merito suo se sta avendo successo. Poi si sa, quando ci sono di mezzo le donne, ogni cosa è fatta sempre al meglio”.

Trasferimenti

“Oggi sono i calciatori a decidere cosa fare e dove andare. Ai miei tempi eravamo di proprietà della squadra e dovevamo fare ciò che volevano”.

Italia-Germania 4-3

“Il gol? L’idea era di farmi dare palla, dribblare tutti i tedeschi e fare gol. Poi, quando mi sono girato, ho visto un muro di maglie bianche e ho cambiato idea. Io ero convinto di aver fatto gol di sinistro, meno male che la televisione mi ha fatto vedere la verità”.

Rivalità con Mazzola

“Nessuna dei due l’ha ancora digerita anche perché prima di allora giocavamo insieme. Poi ci fu un problema politico-giornalistico e mi volevano fuori… La staffetta era decisa a tavolino: a inizio partita sapevo che nel secondo tempo entrava lui. La cosa più importante è stata quella di saper reagire davanti alla negatività e reagire”.

Nazionale di Conte

“Ha fatto un ottimo lavoro perché ha ottenuto risultati con una squadra che non dava molte garanzie a livello tecnico”.

Le bandiere

“Non esistono più soprattutto perché ora sono i giocatori a decidere del loro futuro”.

Il Milan

“Se dovessero arrivare i cinesi? Andremmo in giro tutti con gli occhi a mandorla! Io nel dopo Berlusconi? L’epoca mia in rossonero è finita da un bel po’, da quando ho capito che non c’era possibilità di dialogo”.

E poi…

 

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