Vladimiro Di Stefano

Chi è CartoonDiste? A tu per tu con il nostro vignettista

Siamo abituati a conoscerlo come CartoonDiste, il nostro disegnatore che puntualmente ci onora dei suoi lavori ogni qualvolta il calcio ispira la sua matita deliziandoci con ironia e ilarità. Un ruolo che pian piano è cresciuto al punto da creare una rubrica tutta sua Il punto D che va riscuotendo sempre più successi.

Ma…chi è CartoonDiste, chi c’è dietro la matita? Vi diciamo solo che all’anagrafe è Vladimiro Di Stefano. Il resto è tutto in questa intervista, buona lettura!

Da dove nasce la passione per il disegno?

“Forse dovresti rivolgere  la domanda alla signora Angela, mia madre, che ha dovuto molte volte ripulire i muri di casa che da piccolino  ho impunemente  imbrattato  con i miei improbabili disegni… In realtà come posso fare per spiegarti da dove nasce una passione. Tu mi sapresti chiarire perché  tifi Juve  piuttosto che Milan o Inter? Ricordo che alle elementari  durante le ore di ricreazione, barattavo i miei disegni con le figurine calciatori, non riuscendo però mai a terminare un album. Successivamente dovendo scegliere il  corso di studi superiore  e non volendo frequentare l’artistico,  che purtroppo a quei tempi  forse non dava sbocchi professionali adeguati (solo a quei tempi?), optai per una scuola dove non avrei abbandonato la matita; ai geometri infatti negli anni 80 non si usava l’Autocad  ma solo riga, squadra e matita per l’appunto!”.

La caricatura più riuscita e quella meno?

“Mi permetto di risponderti con la più ‘classica’ delle risposte:  la caricatura più riuscita è quella che ancora devo disegnare! Mi risulta invece difficile  individuare quella meno riuscita perché di ‘schifezze’ ne ho disegnate parecchie… tante sono state infatti le caricature, che riviste dopo un po’ di  tempo dalla loro pubblicazione, non mi sono piaciute affatto!”.

I tuoi disegni fanno spesso riferimento al calcio c’è un motivo particolare?

“Il calcio, insieme al disegno sono le due passioni della mia vita…  l’ho  praticato  da giovane  sebbene con scarsi risultati agonistici  e  continuo tuttora a seguirlo essendo tifosissimo della Juventus. Se  consideri che in un paese come il nostro,  56 milioni di italiani si credono Ct della nazionale, ti rendi subito conto come il calcio, al pari  (e forse più) della politica, dell’economia e diciamo anche del sesso, sia l’argomento principe delle discussioni degli italiani  stessi.  E’ naturale quindi che le vicende  e i personaggi che gravitano attorno al mondo del calcio, siano ben presto diventati i soggetti preferiti per le mie vignette umoristiche!”.

A proposito di pallone, hai illustrato il tuo primo libro I Capitani della vecchia Signora ce ne parli?

“Io per i disegni, e il mio socio  Roberto Di Giovannantonio per i testi, ci siamo cimentati per la prima  e forse anche l’ultima  volta, in un’avventura editoriale con la quale  ricordare gli uomini che hanno indossato la fascia di capitano della Juventus. L’opera, impreziosita dalla prefazione di Giuseppe Furino, capitano della Juventus degli anni 70, è suddivisa in 24 capitoli: si apre con una descrizione introduttiva della figura del capitano, a cui seguono alcuni spunti di natura statistica computati a partire dai dati numerici dei giocatori bianconeri. Nei capitoli successivi, è  contenuta  la  storia dei 22 capitani. Per ciascuno di loro, oltre ai disegni caricaturali, è stata redatta una  breve biografia, contestualizzata da precisi riferimenti storici e arricchita da numerose puntualizzazioni socio-politiche. Al termine dei capitoli sono impaginati i tabellini analitici delle carriere sportive dei giocatori, nei quali è anche stilato il palmarès che ciascuno di loro può vantare nella militanza nella Juventus. Il libro, presentato domenica 11 ottobre 2015 in anteprima nazionale all’Overtime Festival  (Festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva) svoltosi a Macerata, è edito dalla Artemia edizioni di Mosciano Sant’Angelo (Te), giovane casa editrice specializzata nella pubblicazione di libri di scrittori emergenti del territorio. Vorrei anche ricordare ai tuoi lettori che tutti proventi derivanti dai diritti d’autore, verranno devoluti in beneficenza alla Fondazione Stefano Borgonovo Onlus per la lotta alla Sla (Sclerosi laterale amiotrofica)”.

La vignetta che vorresti disegnare e che ancora non hai realizzato.

“Sinceramente non trovo un soggetto o una situazione  particolare che mi piacerebbe proporre in una vignetta. Rimanendo nell’ambito del calcio tutti i più grandi personaggi, del passato e del presente sono finiti sotto la mia matita: Pelè, Zoff, Rivera, Platini, Maradona, Bearzot, Blatter,  Messi, Buffon, Sacchi, Neymar; così come molti degli  eventi calcistici che hanno suscitato interesse, gioie o ‘dolori’ (vedi il rigore sbagliato da Baggio a USA ‘94 ) sono stati nel tempo immortalati nei miei disegni  Nel calcio, così come nella vita reale, accade sempre qualcosa di nuovo e/o eclatante meritevole di essere riportato. E’ chiaro poi che il successo di una vignetta non si fonda sul fatto in sé,  ma sulla divertente riproposizione in chiave ironica che il disegnatore riesce a fare dell’accaduto”.

 

 

 

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