Chiara Ianni, ginnasta per sempre

 

Chiara IanniA 24 anni (ancora da compiere) pensare e agire da allenatrice. Sembra incredibile pensare che, nel fiore della crescita professionale, un’atleta si dedichi già alla “panchina”. Eppure per il mondo della ginnastica è così. Ed è così anche per Chiara Ianni, pescarese, campionessa di ginnastica ritmica che sognava di fare l’artistica….

Chiara, parlaci di te.

“Ho 23 anni e sono di un paesino in provincia di Pescara. La mia carriera da ginnasta è iniziata all’età di 8 anni nella società Armonia d’Abruzzo. Allenata inizialmente da Anna Mazziotti, anche presidente della società, e in seguito da Germana Germani. Grazie a loro, che fin da subito hanno creduto in me, posso dire di aver raggiunto tutti i miei risultati”.

Chiara e la ginnastica ritmica: amore a prima vista?

“Inizialmente volevo praticare la ginnastica artistica ma quando andai a iscrivermi nella società Armonia d’Abruzzo mi dissero che da qualche anno praticavano solo ginnastica ritmica. In realtà non sapevo bene cosa sarei andata a fare ma già dal nome era uno sport che mi ispirava. Infatti dal primo giorno di prova mi innamorai e decisi di continuare il mio percorso con la ritmica”.

Entrare nel team della Nazionale, raccontati la “prima volta”.

 

“Le prime gare con la maglia azzurra si può dire che ero ancora una bambina. Avevo 12 anni ed ero una delle possibili atlete che dovevano partecipare agli Europei Junior di Mosca. Dopo due anni di vari test e collegiali con la Nazionale, mi convocarono, insieme ad altre due ragazze, per rappresentare l’Italia agli Europei Junior nel 2006”.

C’è un successo al quale sei particolarmente legata?

 

“Il successo più importante di tutta la mia carriera è sicuramente la medaglia d’argento ai Mondiali di Kiev nel 2013. Una medaglia che ha coronato tutta la mia carriera da ginnasta, un sogno diventato realtà.  Ma una delle gare più belle ed emozionanti, a cui sono particolarmente legata, sono i Giochi del Mediterraneo del 2009 a Pescara. L’amaro di essere rimasta giù dal podio per pochissimo, ma la bellezza di gareggiare in casa con un pubblico tutto per te… Una delle emozioni e soddisfazioni più belle della mia vita”. Le ginnaste italiane

Tante medaglie e tanti onori, ti senti di ringraziare qualcuno?

 

“Ci tengo a ringraziare in primis la mia allenatrice Germana Germani, perché senza di lei non potrei essere chi sono oggi, la mia società che mi ha sempre sostenuta, i miei genitori che per anni hanno fatto salti mortali pur di mandare avanti il mio sogno”.

Progetti per il futuro?

“Ovviamente è difficile pensare ad un futuro senza ginnastica, anzi impossibile. Infatti da quest’ anno mi sono messa nelle vesti di allenatrice. Nel frattempo cerco di tenermi in allenamento per varie esibizioni in giro per l’Italia”.

 

 

 

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