Vincere l’oro ad alta quota: Antonio Nardelli campione italiano di paracadutismo

Team AmnesyaUn oro vinto stando sospesi oltre le nuvole, vincere il Campionato italiano di paracadutismo sportivo – Flc (Formazione in caduta libera) deve essere un’emozione unica e indescrivibile per chi, come noi, sogna di volare…

Antonio Nardelli di Cappelle sul Tavo (Pescara) ce l’ha fatta: con il suo team Amnesya si è aggiudicato l’oro nella manifestazione sportiva, organizzata dall’Aero Club d’Italia, federato al Coni e membro della Federazione aeronautica internazionale, svoltasi all’aeroporto Alfredo Barbieri di Guidonia. La squadra di paracadutismo sportivo, nella quale milita Antonio Nardelli, ha dominato la gara del campionato sin dal primo lancio ed ha mantenuto il primato della classifica provvisoria fino al termine della competizione che si è disputata sulla distanza dei dieci lanci.

Il paracadutismo sportivo, una disciplina che onestamente non conoscevo e quale occasione migliore per saperne di più se non facendo una chiacchierata con il campione d’Italia, pescarese come me (tra l altro)?

Antonio, raccontaci di te. Come nasce la passione per il paracadutismo?
“La mia passione per il paracadutismo nasce nel 2006 con un semplice lancio in tandem, ovvero imbracato ad un istruttore dove bisogna soltanto gustarsi la caduta libera e la planata da quando viene aperto il paracadute fino all’atterraggio. Subito dopo questo lancio l’adrenalina e le emozioni vissute erano troppo forti  e sarebbe stato un vero peccato non riviverle nuovamente”.

Come si diventa paracadutisti? 

“Per diventare paracadutisti occorre frequentare un corso Aff (Accelerated freefall) presso una delle tante scuole di paracadutismo presenti in Italia. Il corso prevede una giornata teorica e pratica a terra per poi dal giorno successivo iniziare con l’attività lancistica assieme a 2 due istruttori che accompagneranno durante tutta la fase di caduta libera l’allievo fornendo l’assistenza necessaria fino all’apertura del paracadute. Da quel momento si verrà guidati da terra con comunicazioni, tramite un apposita radio alloggiata nel casco dell’allievo. Il corso prevede sette livelli, dopo i quali una volta superati, l’allievo è in grado di lanciarsi autonomamente da un velivolo”.

Cosa si prova a rimanere sospesi in aria? 

“Non è facile descrivere la sensazione che si prova, ogni paracadutista  trova il suo ‘status’ a contatto con l’aria. La mia personale è quella di volare liberi e di non avere confini. Quando sei proiettato a più di 200 km/h in caduta libera l’aria diventa un fluido che possiamo plasmare per permetterci di muoverci nell’aria a nostro piacimento. Mi sento padrone di me stesso come se camminassi sulla terra ferma purtroppo fino alla quota di apertura del paracadute”.Antonio Nardelli

L’oro ai campionati italiani, cosa rappresenta per te e per il tuo team?

“Sicuramente una grandissima soddisfazione per gli impegni svolti durante l’anno di allenamento. Come molti sport di squadra il primo traguardo è quello di trovare persone che hanno le stesse motivazioni, impegni e disponibilità poi se a questo abbiniamo una vittoria le emozioni sono alle stelle e creano un maggior legame per il team ed una spinta a guardare avanti per nuovi obbiettivi anche al di là dei confini nazionali”.

C’è un insegnamento che non dimenticherai mai e che ti senti di rivolgere a chi si avvicina a questa disciplina?

“Certamente, il paracadutismo è uno sport che ci fa ‘crescere’ interiormente  e  che ci responsabilizza ulteriormente. L’idea di avere tutto il materiale in corretto stato, di controllarlo più volte anche se appena fatto, di guardare quello del compagno, di rispettare e rispettarsi, porta questo insegnamento anche nella vita di tutti i giorni”.

 

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