Antonella Costanzo, tra il delfino e la zebra

Antonella CostanzoParlare di calcio, l’argomento più bello che c’è! Farlo poi con persone appassionate e vere è ancora più piacevole. E’ quello che mi è accaduto giorni fa parlando con Antonella Costanzo di Pescara, blogger (http://narrativa-rosa-antonella-costanzo.blogspot.it/) e scrittrice, laureata in Scienze Politiche all’università degli studi di Teramo (proprio come me!). Contattata per un’intervista, ho avuto subito l’impressione di conoscerla da sempre, sarà il calcio e il tifo a fare questo effetto?

Autrice di due romanzi di narrativa rosa C’è sempre tempo per amare pubblicato nel 2006 e Le emozioni non muoiono mai nel 2011, Antonella mi ha parlato con tutta la passione possibile di una delle sue due “fedi”: il calcio (l’altra è in Dio); Antonella è infatti tifosa della Pescara calcio al punto da essere nel direttivo del club Donne Biancazzurre e della Juventus essendo cresciuta guardando Zoff e Cabrini. “Assilai i miei genitori pur di andare a vedere Pescara-Juventus all’Adriatico nel 1977. Papà e mamma erano molti scettici e preoccupati ma alla fine, grazie a un conoscente di famiglia dell’Esercito, sono riuscita a realizzare il mio sogno”. Dato le premesse, ero troppo curiosa!!!!

Antonella, come nasce la passione per il calcio?

“Da ragazza e senza avere nessuno in casa che avesse acceso la passione. E’ nata in modo spontaneo perché con la comitiva di amici si parlava molto di calcio e man mano mi sono appassionata. Inoltra, ora che ci penso bene, c’era la mia compagna di banco delle superiori che era una tifosa come me; insieme andavamo alle partite e agli allenamenti del Pescara diventando delle vere e proprie alleate. Quando penso ai motivi che mi hanno portata a diventare un’appassionata così forte, ripenso al 1977, l’anno del Pescara in Serie A, quando, ‘innamorata’della Juventus di Zoff e Cabrini, riuscii ad avvicinarmi al pullman dei bianconeri con il mio taccuino… Un’emozione unico della quale conservo ogni minimo dettaglio! Da quel momento anche in famiglia è tutto cambiato: i miei genitori sono diventati tifosissimi dei biancazzurri. Quindi sono stata io a far appassionare la mia famiglia al calcio”.

Sei una scrittrice di professione, secondo te, pallone e penna che rapporto hanno?

“Buono direi! I libri sullo sport possono avvicinare soprattutto o giovani. Anch’io nei miei libri ho inserito storie e riferimenti al mondo del pallone”.

Se avessi l’opportunità di scrivere un libro sul calcio, sapresti su chi o cosa porre l’attenzione?

“Innanzitutto sarebbe meraviglioso avere un’occasione del genere, non mi tirerei certo indietro. Anzi, non è detto che prima o poi questo sogno possa realizzarsi… Certamente scriverei una storia che metta in risalto gli aspetti oltre l’evidenza, che  riesca cioè ad esaltare l’aspetto umano del protagonista”.Antonella e Baroni

Ultima domanda: il calcio femminile, che ruolo può avere in Italia?

“Non potrà mai arrivare all’importanza e al prestigio del calcio maschile, ma sono favorevole e mi piace perché c’è passione”.

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