La sfera legale dello sport

diritto sportivoLo sport è un diritto? Beh, no! Più che altro (dovrebbe) essere un piacere praticarlo per averne benefici fisici e mentali. Lo sport però entra nel diritto perché ci sono leggi e regolamenti da rispettare.

Se non fossero per queste norme, il professionismo non esisterebbe; tutti farebbero attività fisica solo per divertimento, amatorialità e svago. Invece esiste un complesso normativo che detta principi attraverso cui è possibile essere definiti atleti, società sportive e associazioni dilettantistiche.

Nella complessa e variegata materia rientrano:

il Decreto legislativo 23/7/1999 n. 242 (c.d. Decreto Melandri) inerente il riordino del Coni (Comitato olimpico nazionale italiano);

la Legge del 17/10/2003 n. 280 riguardante l’autonomia dell’ordinamento sportivo;

la Legge del 23/3/1981 n. 91 che disciplina il lavoro sportivo subordinato;

il Regolamento agenti calciatori.

Raccontare il calcio e le sue regole, un’idea nata dopo aver letto l’incipit di questa nota d’agenzia di un paio di mesi fa: “Società sportiva dilettantistica condannata a pagare retribuzioni a calciatori non professionisti. E’ una sentenza come poche ce ne sono quella emessa dal giudice del tribunale del lavoro di Teramo, Maria Rosaria Pietropaolo che ha riconosciuto a tre ex calciatori della Asd Colonnellese di Colonnella (Teramo), non semplici rimborsi spese ma salari veri e propri”.

Proprio per entrare nel dettaglio di quello che rappresenta il diritto sportivo e le sue sfere di applicazione, che Postacalcium si è rivolto a un vero decano della materia: l’avvocato Guido Martinelli il quale dal 1981 si occupa di diritto sportivo.

Avvocato Martinelli, ci racconta come ha indirizzato la sua professione verso lo sport?

“In realtà lo sport ha sempre fatto parte della mia vita: sono stato un giocatore (insufficiente) di basket. In un secondo momento ho intrapreso la carriera di allenatore per poi assumere, per 5 anni, il ruolo di dirigente sportivo nella Lega pallacanestro. Una passione naturale quindi che, dopo la laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione alla professione, ha avuto come conseguenza naturale quella di indirizzare la mia attività verso il diritto sportivo. Attualmente, escluso il magistrato e studioso di diritto sportivo Antonino De Silvestri, sono forse il decano della materia dato che me occupo dal 1981”.

Il diritto sportivo, appunto: come può essere definito?

“In senso stretto esso è il complesso di regole che le associazioni sportive devono rispettare e contenute nel decreto Melandri in tema di riordino del Coni. Poi ci sono le leggi dello Stato che si occupano di sport sotto il profilo fiscale, per esempio, e le leggi regionali in materia di impiantistica sportiva”.

Quando una società sportiva si rivolge a un avvocato?

“Ci sono diversi casi e situazioni. Per esempio si è perso un provvedimento giurisdizionale come un’ammenda oppure la squalifica di un giocatore. Nei casi di contenzioso arbitrale in cui è necessario recuperare delle somme. Intervengo anche nei casi in cui è coinvolta la magistratura civile e amministrativa tipo i ricorsi al Tar nonché casi extra giurisdizionali”.

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