Claudio Ferrante: “Chi vincerà la corsa dei 25 per entrare all’Adriatico?”

Disabili allo stadio

La protesta di Carrozzine Determinate Abruzzo nel 2012 davanti allo stadio Adriatico

Nuova presa di posizione dell’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo sulle difficoltà dei disabili ad accedere allo stadio Adriatico di Pescara. Di seguito la nota del presidente Claudio Ferrante e del suo vice Niclo Durante.

Corsi e ricorsi storici”, ma questa volta il caso non c’entra nulla! Viene nuovamente negato l’accesso allo stadio Adriatico a moltissimi tifosi disabili in carrozzina.

Il sindaco di Pescara, prima della partita con il Vicenza del 7 marzo scorso, ha emanato un’ordinanza che fissa ad un massimo di 25 il numero dei tifosi disabili ed i loro accompagnatori che possono assistere alle prossime partite di calcio sistemati nella zona tribuna Maiella, così proprio come accadde nell’agosto 2012.

Ricordiamo che lo stadio è stato ristrutturato nel 2009 in occasione dei giochi del Mediterraneo ed è costato alla collettività 10 milioni di euro. Peccato però che lo stadio, non prevedeva posti per carrozzine.  Nel 2012 siamo stati costretti a forme clamorose di protesta, e dopo diversi incatenamenti, il problema fu risolto non dalle istituzioni, ma dalla generosità e dalla sensibilità della Pescara Calcio. Fu costruita una tribunetta e con le vie di fuga, cioè una rampa per le carrozzine.

A seguito di quella protesta clamorosa, le istituzioni, con la mediazione del Questore di Pescara Dott. Passamonti, fin dal 2012 decisero che i posti per le carrozzine ed i loro accompagnatori fossero più di 100, (come prevede la legge per uno stadio come quello Adriatico) con la promessa che i lavori provvisori pagati dalla Pescara Calcio sarebbero diventati definitivi. Infatti visionammo e chiedemmo la modifica del progetto che doveva essere realizzato dal Comune di Pescara fin dal dicembre 2012.

Ora al danno si aggiunge la beffa! Qualcuno, a distanza di tre anni, decide ufficialmente  che per ordine di sicurezza in quella tribuna possono assistere solo 25 disabili con i loro accompagnatori, mentre  84 possono assistere nel corridoio della Tribuna Adriatica, così come comunicato con  avviso ufficiale pubblicato sul sito della Pescara Calcio il 6 marzo 2015.

Non capiamo se le persone disabili sono anche considerate dei fessi o cos’altro. Questa soluzione era stata già bocciata tre anni fa dalla Questura, dal Comune, dalla Pescara Calcio, non solo perché è zona completamente senza copertura ma, i disabili non riusciranno mai a vedere la partita per via delle vetrate e dei pannelli pubblicitari, infatti i tifosi della Tribuna Adriatica come tutti i tifosi dello stadio non si siedono mai nelle sedioline collocate in basso proprio per via della totale mancanza della visibilità.

Lo Stadio Adriatico, quindi, è stato ristrutturato fuori legge e il progetto promesso per definire il settore disabili non è mai stato realizzato, ed ora il conto della cattiva amministrazione deve essere pagato dai tifosi disabili o da quei bimbi in carrozzina che aspettano tutta la settimana per vivere qualche emozione della loro squadra del cuore.

Già da ora si è scatenata la guerra tra poveri per chi sarà tra i 25 disabili fortunati che saranno autorizzati a vedere la prossima partita casalinga con il Bari prevista per venerdì 20 marzo alle ore 20,30.

Care istituzioni (Comune di Pescara, Questura e Pescara Calcio), mettetevi d’accordo perché se è vero ciò che dice il grande filosofo Gianbattista Vico a proposito dei corsi e ricorsi storici, rivedrete nuovamente i disabili in catene, così come facemmo allora, tre anni fa, misurando il grado di civiltà della nostra amata Pescara.

Aspettiamo notizie concrete ed immediate, le istituzioni sono avvisate, i disabili sono pronti!

Immediata la replica del Comune di Pescara con le parole del sindaco Marco Alessandrini: L’ordinanza da me firmata il 7 marzo scorso rappresenta un’assunzione di responsabilità sull’accesso in sicurezza nella porzione dello Stadio Cornacchia che necessita di adeguamenti, visto che in passato ciò non è avvenuto e che il relativi lavori sono di prossima esecuzione. L’ordinanza non è un atto discriminatorio nei confronti delle persone diversamente abili, verso le quali, com’è noto, questa Amministrazione si è impegnata da subito a portare avanti politiche di altro segno, ma di tutela della sicurezza verso tutti i frequentatori dello stadio. Nel frattempo non possiamo essere sordi a un richiamo che ci arriva direttamente dalla Questura e che riguarda un problema di sicurezza e di ordine  pubblico. Al tempo stesso non siamo indifferenti alla necessità di garantire l’accessibilità della struttura per tutti, abili e diversamente abili, ma in sicurezza. A tal fine ho già dato disponibilità, insieme a Questura e Pescara Calcio, a trovare una soluzione condivisa a questo problema con le associazioni. Nei prossimi giorni organizzeremo a tal fine un incontro con l’obiettivo di coniugare le inevitabili esigenze di sicurezza al diritto di accesso allo Stadio che per le ragioni sopra esposte è stato regolato dall’ordinanza”.

 

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